Spostare in mare le antenne di San Silvestro. Il sindaco Luigi Albore Mascia è tornato a chiederlo al ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani, ieri a Pescara. Il ministro ha risposto che, con il passaggio al digitale terrestre, le onde elettromagnetiche si ridurranno del 75 per cento. Ma dello spostamento si parlerà il prossimo 28 aprile in una riunione a Roma.

«Il ministero per lo Sviluppo economico ha iniziato a prendere visione del progetto di delocalizzazione delle antenne di San Silvestro sulla piattaforma off-shore», esordisce così Albore Mascia al termine di un incontro con il ministro Romani, ieri all’auditorium De Cecco per la stipula dell’Accordo di programma per l’Abruzzo 2015. «Romani», dice il sindaco, «ci ha anticipato che entro pochi mesi in Abruzzo verrà concretizzato lo switch off, ossia il passaggio dall’analogico al digitale, che ci garantirà una prima riduzione delle emissioni di onde elettromagnetiche del 75 per cento, una notizia senza dubbio positiva», prosegue, «che si aggiunge al percorso intrapreso per spostare gli impianti radiotelevisivi da San Silvestro: resterà solo un quarto delle emissioni registrate finora. Si tratta di una notizia buona, che però dev’essere il preludio per la risoluzione definitiva della tematica».

Le prime antenne sono arrivate a San Silvestro negli anni Cinquanta, dagli anni Ottanta in poi è stato uno spuntare di tralicci: alcuni svettano tra le case di un piano. È qui che le onde elettromagnetiche si fanno sentire.

Il progetto di spostamento delle antenne è sostenuto da Comune di Pescara e Regione Abruzzo e si basa su uno studio della facoltà di Ingegneria dell’università dell’Aquila: «Il prossimo 28 aprile», annuncia il sindaco, «esamineremo la proposta con il ministro Romani, nel corso di una riunione alla quale prenderanno parte anche Regione Abruzzo, progettisti e una delegazione del comitato cittadino anti-antenne».

Al ministro, Albore Mascia ha ribadito la volontà del Comune di portare avanti il progetto di spostare le antenne in mare: «La nostra amministrazione crede fortemente in questo progetto, nato dall’analisi condotta dal mondo accademico e da uno studio di fattibilità elaborato dalla facoltà di Ingegneria. Lo studio», ricorda Albore Mascia, «ha preso in considerazione anche frequenze e possibili interferenze».

Il 13 settembre 2010 la Regione Abruzzo ha adottato con una delibera il progetto di delocalizzazione delle antenne in mare. «Quel progetto», dice il sindaco, «è già stato presentato a Roma all’ingegner Francesco Troisi, del dipartimento per le Telecomunicazioni, in un incontro che si è svolto il 17 settembre scorso». Ma in quell’incontro, Troisi ha sollevato osservazioni: «Le osservazioni», ribatte Albore Mascia, «a giudizio della facoltà di Ingegneria sono superabili, come la necessità per l’utenza di dover variare l’orientamento delle antenne televisive: utenza stimata intorno al 20 per cento della popolazione di Pescara, concentrata nella zona dei Colli, che dovrebbe spendere una cifra irrisoria solo per girare le antenne domestiche».

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