Al Jazeera spegne 15 candeline. L’emittente satellitare del Qatar festeggia l’importante anniversario, rivendicando il suo ruolo nel successo della Primavera araba e lasciandosi alle spalle le critiche che la vedono vicina agli islamisti. “In questa occasione, festeggiamo anche la primavera araba, perchè la nostra copertura mediatica ha contribuito a consolidare nei cittadini arabi la presa di coscienza dei propri diritti e delle proprie cause”, ha dichiarato a France Presse Mustapha Sawaq, un giornalista algerino da poco diventato direttore del canale.

Al Jazeera è “un partner delle rivoluzioni arabe”, ha confermato Rachid Ghannuchi, leader del partito islamico tunisino Ennahda, vincitore delle prime elezioni libere a ottobre dalla caduta del regime di Ben Ali. Dal suo lancio alla fine del 1996, l’emittente ha ricevuto numerose “minacce” dai regimi arabi, che la accusavano di essere faziosa. Anche Washington la definì portavoce dei gruppi estremisti. Dalla sua nascita, al Jazeera è stata l’emittente “più controversa al mondo”, ha commentato il nuovo patron del gruppo, lo sceicco Ahmed Ben Jassem al Thani. Durante le rivolte nei paesi arabi, il gruppo Al Jazeera Satellite Network ha conosciuto tuttavia un grosso cambiamento ai vertici, con l’uscita di scena, in circostanze poco chiare, a settembre del suo direttore generale di origini palestinesi, Wadah Khanfar, che aveva dichiarate simpatie islamiste. Le sue dimissioni sono avvenute qualche giorno dopo le rivelazioni di Wikileaks, che legavano il suo nome a una certa compiacenza di Al Jazeera nei confronti degli Stati Uniti per la copertura dell’attualità. Ieri il network ha lanciato un nuovo canale sportivo h24.

Al Jazeera dispone di più di 65 sedi in tutto il mondo, con più di 3mila dipendenti, tra cui 400 giornalisti in circa 60 paesi. La sua principale concorrente nel mondo arabo è al Arabiya, che ha sede a Dubai. La concorrenza tra i canali dedicati al mondo arabo si fa sempre più serrata: dopo Bbc, France 24 e Russia Today, nel 2012 sono attese Sky News Arabia, che trasmetterà da Abu Dhabi, e Al Arab, del miliardario saudita Al Walid Ben Talal.

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