logo-la7-2012‘ ”la continuita”’ il tratto distintivo del palinsesto di La7 presentato oggi a Milano da Urbano Cairo, l’editore che ha rilevato da TiMedia il pacchetto di maggioranza della settima rete. ”La linea editoriale e’ confermata al cento per cento”, ha spiegato Cairo chiarendo che l’obiettivo dell’esercizio 2013 e’ quello di ”mantenere gli ascolti straordinari raggiunti nel 2012 e possibilmente fare anche un passo avanti”. Riflettori puntati sulle new entry Salvo Sottile e Gianluigi Paragone. Il primo e’ stato ‘acquistato’ da Cairo perche’ ”Sottile ci permette di coltivare ancora di piu’ il pubblico femminile. Il 75% del pubblico di ‘Quarto grado’ era infatti rosa”. L’idea e’ di affidare a Sottile un programma di cronaca anche se ”resta da capire che forma e che taglio dare al programma”.

Quanto a Paragone, secondo Cairo, ”sta facendo un programma televisivo innovativo per aprire a forme differenti di talk show. Inoltre Paragone ha una notevole capacita’ di entrare in casa della gente”. Tra gli addii, lasciano Benedetta Parodi (”il suo contratto era in scadenza, e non abbiamo ritenuto di procedere al rinnovo”) e Gad Lerner. ”Credo che senta l’esigenza di creare una sorta di ‘Infedele’ 2.0 – ha osservato Cairo – un talento come lui ha bisogno di innovare, anche se per il momento e’ impegnato come direttore editoriale di Ftv”. Insomma, Cairo ha deciso di scommettere tutto sui ‘cavalli di razza’. ”La logica – ha tenuto a sottolineare l’editore di La7 a questo proposito – non e’ stata quella di procedere con tagli lineari e generalizzati.

Ma di investire sui talenti piu’ promettenti”. Non a caso ”su 7 prime serate, 5 saranno autoproduzioni La7 tutte in diretta”. Il palinsesto ”potra’ comunque avere un’evoluzione in positivo”, ha detto ancora Cairo che ha poi precisato: ”Sono arrivato due mesi fa, non sono certo mago Merlino. Per il pomeriggio e la prima serata autunnale abbiamo ancora in cantiere un paio di proposte”. Quanto, infine, al raggiungimento del break even ”non abbiamo mai detto che lo raggiungeremo in due anni. Di certo – ha concluso Cairo – lavoriamo per questo”.

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