C’è un’interferenza sulla frequenza. Non disturba il segnale di un canale digitale regionale (25 uhf), ma oscura – di fatto – un diritto di proprietà. Non si manifesta nell’etere, ma nelle aule del tribunale (amministrativo). E’ l’interferenza di un ente sulla frequenza di un’emittente. Quella del ministero dello Sviluppo economico – dipartimento per le comunicazioni – sul gruppo Li.Ra. Srl. Lo scrive il quotidiano La Città questa mattina in edicola. A pagina 12 del giornale diretto da Angelo Di Marino in un articolo a firma di Enrico Scapaticci si legge della denuncia di Raffaele Budetti, editore di Lira Tv e, per l’appunto, anche dell’ancora sub iudice Telereporter (già Quarta Rete).:

«L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ancora non ci ha assegnato il diritto d’uso di una frequenza digitale. Ci spetta, dopo aver acquistato all’asta per 305mila euro, vincendo la concorrenza di altri sei soggetti giuridici del settore, quasi tutti dell’area napoletana, gli impianti dal fallimento Rtc Italia Spa. Ma l’Ispettorato della Campania, l’unico ufficio competente, continua a negarci l’ok per una presunta mancanza del presupposto essenziale della continuità di esercizio delle medesime strutture»,

Il contenzioso si trascina da oltre due anni tra carte bollate, richieste di sospensiva, ricorsi, accertamenti, provvedimenti d’urgenza. E, persino, un “trasloco forzato” di frequenza nel mese di maggio di quest’anno: dall’originario canale 68 uhf (assegnato “d’ufficio” nel dicembre 2009) al canale 25 uhf, che era rimasto libero dopo lo “switch off” per il passaggio della Campania al digitale terrestre. Nel mentre, a legittimare il “diritto a trasmettere” di Telereporter (inizialmente esclusa dal “master plain”, il progetto strategico del ministero sovrano delle comunicazioni) sono intervenuti – non uno, non due, ma addirittura tre – provvedimenti della seconda sezione del Tar di Salerno. Tutti favorevoli alla Li.Ra. Srl.

L’ultimo poco più di due settimane fa. In camera di consiglio, il collegio giudicante (presidente Luigi Antonio Esposito, consigliere estensore Giovanni Sabbato e consigliere Francesco Gaudieri) ha accolto la domanda cautelare, presentata – per conto della società editoriale – dall’avvocato Gaetano Paolino.

I giudici del Tribunale amministrativo regionale, infatti, «considerato che il ricorso del ministero dello Sviluppo economico appare assistito da adeguato fumus» hanno «sospeso l’atto impugnato» nello scorso settembre dallo stesso ente, riconoscendo di nuovo «la facoltà d’uso del canale 25 uhf» al gruppo Li.Ra. Srl.

Ma a Budetti, anche quest’ulteriore punto a favore segnato sul campo legale, non basta più. Anzi… «Perché l’Ispettorato insiste in quest’atteggiamento, avendo lasciato trascorrere tempi biblici per svolgere il suo compito di controllo? Quali eventuali interessi di terzi si nascondono dietro quest’azione di disturbo nel riconoscerci la legittimità dell’uso della frequenza? », sono gli interrogativi (e i sospetti) inquietanti che si pone l’editore salernitano, anche alla luce di una redistribuzione a fine anno da parte del ministero dei “mux” televisivi.

Ma, soprattutto, Budetti si chiede dopo oltre due anni: «Poteva un giudice fallimentare indire e definire la procedura di un’asta pubblica, senza aver accertato il corretto svolgimento di tutto l’iter?».

Già l’iter: nel faldone di documenti allegati dal legale del gruppo Li.Ra Srl, e messi insieme dal curatore fallimentare Walter Ivone, ci sono – per il periodo “contestato” – fatture di pagamento di forniture elettriche, di fitto delle postazioni degli impianti, le buste paga dei dipendenti e persino i contratti di spazi tv venduti da Rtc Italia Spa per la tornata elettorale provinciale del 2009, regolarmente occupati sulle frequenze analogiche dell’allora Quarta Rete.

«Cosa dovrebbe fare, a questo punto – minaccia Budetti – un imprenditore che ha assicurato i livelli occupazionali, che ha fatto investimenti per un milione di euro e che si ritrova ancora invischiato in un guazzabuglio burocratico: vendere e licenziare?». L’Ispettorato lo vada poi a spiegare ai dipendenti…

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