Le emittenti televisive che attualmente trasmettono sui canali dal 61 al 69 (banda 790-862 MHZ) dovranno cessare di utilizzare dette frequenze entro il 31 dicembre 2012 per consegnarle, come è noto, alle compagnie telefoniche per i servizi in banda larga.  Lo stabilisce il Ministero dello Sviluppo economico con decreto 4 maggio 2011 (pubblicato in G.U. n. 143 del 22 giugno 2011) che ha così modificato il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze finora vigente.
Intanto si aspetta l’approvazione del Documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF) per conoscere se l’indennizzo che verrà corrisposto alle emittenti locali che libereranno i canali 61-69 sarà aumentato o se rimarrà quello previsto dalla legge di stabilità 2011, che fissa la somma per le tv locali nel 10% dell’importo dell’Asta con un tetto massimo di 240 milioni di euro. Il Ministro Paolo Romani ha più volte dichiarato di volersi adoperare proprio in sede di approvazione del DPEF per fare in modo che alle emittenti locali venga corrisposto un indennizzo più alto.
Intanto, sempre in tema di frequenze, in un’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera il professor Antonio Sassano ha proposto una soluzione al problema che prevede di togliere (con ricompensa) una frequenza sia a Mediaset sia alla Rai per concederle alle tv locali.

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