Lo Stato ha incassato quasi 4 miliardi di euro dalla vendita alle compagnie telefoniche delle frequenze televisive. Il risultato è andato ben oltre le più ottimistiche aspettative del Governo e conferma le legittime rivendicazioni delle tv locali, le quali giustamente sostenevano – e tuttora sostengono – che il valore di mercato delle frequenze della banda 800 Mhz loro espropriate era ben superiore all’ammontare del risarcimento previsto dal Governo, che nella formulazione originale prevedeva un tetto massimo di 240 milioni di euro.
Il Governo al termine di 22 giornate di rilanci ha incassato 1,6 miliardi di euro in più rispetto ai 2,4 miliardi appostati in bilancio. Si tratta di una plusvalenza che per il 50%, dovrà essere reinvestita nel settore.
Infatti, la legge 75/11 prevede che: ” una quota non superiore al 50 per cento delle maggiori entrate accertate rispetto alla stima di cui al precedente comma (2,4 mld di euro, ndr) sono riassegnate nello stesso anno al Ministero dello sviluppo economico per misure di sostegno al settore da definire con apposito decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze “.
E’ previsto dalla stessa legge 75/11 che il 10% delle maggiori entrate potrà anche essere corrisposto a titolo di indennizzo per la liberazione delle frequenze. Ciò significa che circa 160 milioni di euro (pari al 10% del surplus della vendita) dovranno essere destinate alle tv locali per la liberazione dei canali 61-69, portando così a 400 milioni l’ammontare complessivo dell’indennizzo da riversare alle emittenti locali per l’esproprio dei canali della banda 800 Mhz. “Adesso le risorse ci sono” – fa sapere il Presidente della FRT, Filippo Rebecchini, “pertanto ci aspettiamo dal Ministro Romani e dal Governo un deciso segnale di responsabilità nei confronti di un settore in forte crisi. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un concentrato di fatti ed eventi negativi che hanno penalizzato come non mai il settore televisivo locale, il calo della raccolta pubblicitaria” – continua il Presidente Rebecchini – “è dovuto solo in parte alla congiuntura economica negativa. Nelle regioni passate al digitale terrestre tale calo è stato molto accentuato dal nuovo assetto dell’offerta e dalle problematiche sulla numerazione dei canali“.
La soppressione delle provvidenze all’editoria e il taglio alle misure di sostegno previste dalla L.448/98 sta causando effetti devastanti.
L’appello del Presidente della FRT arriva in un momento molto delicato per il settore , proprio in questi giorni organi di stampa hanno riportato la notizia del licenziamento di 36 dipendenti di Teletirreno, emittente toscana. Purtroppo quello di Teletirreno non è un caso isolato, i bilanci della stragrande maggioranza delle tv locali sono in rosso e molte emittenti stanno riducendo gli organici.
Nel 2009 l’intero settore (vedi ultimo “Studio economico del settore televisivo privato italiano” redatto dalla FRT) ha presentato dati inequivocabili: le 358 società analizzate hanno realizzato circa 448 milioni di euro di ricavi a fronte dei quali hanno sostenuto 655 milioni di costi di produzione con un saldo negativo di gestione pari a – 217 milioni di euro, equivalente a circa il 50% dei ricavi pubblicitari.
Nel 2010 la situazione sarà probabilmente ancora più pesante.
Secondo il Presidente Rebecchini “non vi è dubbio che per essere competitivi nel nuovo scenario del digitale terrestre le imprese televisive locali sono chiamate a rivedere i modelli organizzativi aziendali e l’offerta dei contenuti, ma anche il Governo deve fare la sua parte predisponendo misure di sostegno che accompagnino il settore verso la nuova era digitale.

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