Caso Dahlia Tv, il rumore non sembra placarsi. Nei giorni scorsi abbiamo ampiamente parlato del caso di Dahlia Tv, la cui chiusura consente a Mediaset premium di conquistare le praterie della serie B. In sostanza, lo stop alle trasmissioni avvantaggia l’azienda leader della tv commerciale. Risparmio e mutui di Filadelfo Scamporrino ci informa che l’associazione per consumatori Adoc si schiera a difesa degli abbonati (qui le istruzioni per il rimborso).

Qui sotto vi riportiamo il comunicato della Lega di Serie A sull’assegnazione dei diritti ex Dahlia.

In riferimento ad alcune notizie riportate ieri dagli organi di stampa la Lega Serie A precisa quanto segue.

  1. Non risponde al vero che l’offerta non ritenuta congrua dalla Lega Serie A fosse di 5,2 milioni di euro. L’assemblea, come indicato dall’Autorità Antitrust, ha potuto prendere in considerazione solo l’offerta pervenuta da Centro Europa 7 per la licenza dei diritti relativi alla parte residua della stagione di Serie A in corso (100.000 euro), valutandola non congrua. Peraltro, nel corso della trattativa privata, la probabile limitazione della durata dei diritti licenziati ai soli quattro mesi residui di campionato in corso era stata espressamente rappresentata a Centro Europa 7 e agli altri due partecipanti.
  1. Anche considerando l’offerta complessiva fino al termine della stagione 2011/2012 (4,2 milioni di euro), non si tratta affatto della “stessa cifra” per la quale “la Lega sarebbe stata disposta ad aderire al progetto della nuova Dahlia”.

Infatti, i due percorsi in questione sono di natura sostanzialmente diversa ed assolutamente non comparabili tra loro: uno, inizialmente pensato e ideato a tutela dei consumatori già abbonati a Dahlia Tv, faceva riferimento al tentativo di distribuire un “canale Lega” su piattaforme tecnologiche disposte ad ospitarlo, con condivisione dei relativi ricavi, mentre l’altro (la successiva trattativa privata cui ha partecipato Centro Europa 7) ha riguardato la licenza pura e semplice dei diritti ex Dahlia, in cambio di un corrispettivo fisso.

  1. E’ falso e gravemente tendenzioso affermare che durante l’assemblea sia stata “messa ai voti la proposta di cedere i diritti delle otto squadre di Serie A a Mediaset, che non ha presentato alcuna offerta”. Al contrario: una volta deliberata la non assegnazione dei diritti all’esito della trattativa privata, la Lega ha considerato l’opportunità di esercitare autonomamente i diritti rimasti in suo possesso, qualora vi fossero state le condizioni tecniche e normative per la distribuzione di un proprio canale su una delle pochissime piattaforme teoricamente disponibili, tanto in modalità digitale terrestre quanto IPTV. L’assemblea ha peraltro ritenuto di non poter procedere in questa direzione, riservandosi ogni più ampia determinazione in merito.

La Lega Serie A ha pertanto condotto le diverse fasi della trattativa privata, nelle delicate e complesse condizioni di urgenza ed eccezionalità riconosciute dalla stessa Autorità Antitrust, nel pieno rispetto delle norme in vigore, con spirito fattivamente costruttivo a tutela dei consumatori, assicurando agli operatori la piena trasparenza delle procedure adottate e l’assenza di qualsivoglia discriminazione tra tutti quelli potenzialmente interessati, e si riserva ogni azione di danno avverso chiunque affermi circostanze diffamatorie.

Fonte: Conti In Tasca

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