Dal 10 ottobre il digitale terrestre approderà in Liguria. Entro quella data tutti gli apparecchi televisivi non predisposti (quelli di ultima generazione lo sono tutti) dovranno essere muniti di decoder, altrimenti non si potrà più vedere la televisione. In provincia di Imperia non mancano preoccupazioni e perplessità dovute alla particolare orografia del territorio (in particolare per quanto riguarda l’entroterra) e alla contiguità con la Costa Azzurra. Nelle case dei nostri cugini d’ Oltralpe, infatti, il digitale terrestre è operativo dal 24 maggio scorso e ciò sta già generando pericolose sovrapposizioni di frequenze perfino con le emittenti che irradiano il loro segnale dalla Corsica. Il risultato è che, soprattutto nell’estremo Ponente, a Ventimiglia e a Bordighera e relative valli, già si possono captare diverse emittenti francesi prima sconosciute e il rischio è, quando la vecchia tv sarà andata definitivamente in pensione, di continuare a vederle, ma al posto dei nostri canali.

Per preparare al meglio il cosiddetto “switch-off”, il passaggio dal segnale analogico a quello digitale, la Regione ha convocato ieri mattina nell’aula dei Comuni della Provincia gli “stati generali” della tv: emittenti televisive nazionali e locali, amministratori di condominio, antennisti, Comuni e associazioni dei consumatori. Obiettivo: illustrare i punti critici che dovranno essere affrontati sia dal punto di vista tecnico che sociale. Sergio Scibilia, presidente della Commissione regionale per le telecomunicazioni, ha sottolineato: «Essendo la media della popolazione della nostra provincia molto anziana, dobbiamo evitare che il pensionato di Badalucco si svegli un mattino e si trovi con la sua televisione oscurata. Per questo motivo metteremo in atto diverse iniziative di comunicazione nelle piazze dei paesi, pensiamo la domenica mattina. Sul piano tecnico c’è l’esigenza che il servizio pubblico, e in particolare il notiziario del Tg3 regionale, raggiunga tutto il territorio, anche le località più sperdute».

Lucia Pasetti, dirigente del settore sistemi informativi e telematici della Regione, ha aggiunto: «Il ruolo della Regione è di aiutare i cittadini a continuare a vedere la televisione. Il nostro territorio è tra i più complicati per la sua morfologia. Infatti si stanno già verificando problemi di interferenze con la vicina Francia, per risolvere i quali il ministero dello sviluppo economico ha in agenda accordi transfrontalieri. La complessità per quanto riguarda l’ entroterra è anche dovuta alla presenza di molti apparati trasmissivi di proprietà dei Comuni e delle disciolte Comunità montane. Per questo motivo ogni ente verrà fornito di un vademecum con le indicazioni sul da farsi.

Preoccupati i rappresentanti dei consumatori: «La disinformazione gioca a sfavore dei cittadini, soprattutto quelli che vivono nell’entroterra, e degli anziani, che nella maggior parte dei casi non sanno cosa sia un decoder, figuriamoci un decoder integrato. Ma bisogna soprattutto evitare che gli utenti spendano troppi soldi per adeguarsi alla nuova televisione e che poi non ricevano il segnale».

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