Oltre 21 milioni di famiglie italiane ricevono attualmente il segnale per la televisione digitale. Rispetto al 2010 l’incremento è pari a 4,4 milioni di abitazioni. Il 58% ha come unica fonte di ricezione la rete terrestre, il 39% preferisce invece il satellite e solo una piccola porzione del mercato digitale nazionale è appannaggio dei servizi di IpTv basati su fibra ottica o linee Adsl.

È la fotografia scattata dal “Satellite Monitor” (studio annuale che analizza la copertura televisiva in 35 Paesi) di Ses Astra, uno dei principali fornitori di tecnologie satellitari su scala globale con 135 milioni di case servite fra Europa e Nord Africa.

Dallo studio, oggetto di presentazione alla stampa stamattina a Milano, emerge un dato di fondo in linea con le aspettative di istituzioni e operatori: con oltre l’89% delle famiglie già passate alla televisione digitale, l’Italia é tra i primi cinque paesi in Europa in termini di digitalizzazione. Oltre 12 milioni di case sono già attive sulla Tv terrestre ma il satellite, grazie soprattutto a Sky, è di questo processo un elemento sicuramente strategico. Il numero di case che a fine 2010 ricevevano programmi televisivi via satellite é passato infatti da 7,9 a 8,4 milioni e di questi 2,1 milioni hanno optato per l’offerta “free to air” (non a pagamento) per accedere agli oltre 300 canali internazionali trasmessi dalla posizione orbitale 19.2° Est di Astra.

Guardando allo scenario anche fuori dai confini nazionali, il gradimento del satellite da parte dell’utenza è confermato da questi numeri: delle 246 milioni di famiglie europee, il 34% guarda la televisione tramite piattaforma terrestre, il 32% via satellite, il 29% via cavo e il 5% attraverso l’IpTV. E ancora: 79 milioni le case raggiunte nel complesso fra Europa e Nord Africa, con un tasso di digitalizzazione pari al 95%, contro le 71 milioni di case raggiunte via cavo, con tasso di digitalizzazione pari al 42%.

Stando allo studio, inoltre, il satellite è garanzia di alta definizione e in tal senso parlano i dati che può mettere in campo Astra: 16 milioni di abitazioni dotate di almeno un apparecchio Hd ready raggiunte direttamente dai propri satelliti, 210 canali in Hd attualmente distribuiti) per conto dei principali broadcaster (entro quest’anno se ne aggiungeranno altri 20 ma solo una quarantina sono attualmente raggiungibili in modalità “free to air”), 10 canali in 3D previsti entro fine 2011 e altrettanti entro la fine del 2012. Come noto, la quasi totalità dei canali in alta definizione via satellite fruibile dagli spettatori italiani è a pagamento (con Sky) ma in futuro uno spicchio di offerta dovrebbe essere accessibile anche in chiaro, anche se al momento di canali Hd gratuiti praticamente non ve ne sono e quello che Astra trasmette per Rai dalla posizione 23.5° Est è ancora in fase di demo.

A Pietro Guerrieri, General Manager della società francese per l’Italia, il Sole24ore.com ha chiesto di commentare in anteprima le risultanze del “Satellite Monitor” partendo dall’incremento di quella fetta di popolazione che predilige il satellite per entrare nel mondo della Tv digitale. Oltre 500mila nuovi utenti in un anno, questo la domanda di partenza, sono pochi o tanti? «Il dato in sé – ha spiegato Guerrieri – non è particolarmente rilevante ma c’è una considerazione importante da fare, e cioè quella che vede l’installazione di nuove parabole satellitari essere complementare alla digitalizzazione terrestre. Non a caso il dato di vendita dei ricevitori nel 2010 è stato superiore alle 700mila unità.

Quando il processo dello switch off sarà quindi completato, nel 2012, e la domanda di utenti scoperti dal digitale terrestre andrà a maturazione, ho ragione di credere che l’utenza satellitare aumenterà a ritmi anche più sostenuti, e questo in relazione alla maggiore offerta di canali e di servizi ibridi e interattivi che gli operatori di telecomunicazione andranno a rendere disponibili enfatizzando ulteriormente la convergenza fra televisione e Internet».

Lo scenario a venire è quindi esplicito, almeno secondo Ses Astra: se alta definizione e interattività sono i cardini della Tv digitale presente e futura, è il satellite lo strumento tecnologico che meglio si presta a portare questi elementi dentro i salotti delle case. Per una semplice ragione: la garanzia di maggiori prestazioni. «Che la disponibilità di servizi digitali interattivi – ha infatti sottolineato il concetto Guerrieri – sia molto più plausibile via satellite che non da rete terrestre è un dato di fatto, proprio per le maggiori capacità tecniche che offre il broadcasting via satellite.

E lo stesso dicasi per i canali Hd, la banda terrestre ha dei limiti oggettivi nel supportare i programmi in alta definizione e se vogliamo fare un’analisti del mercato possiamo dire che gli unici utenti, oggi, che si sono visti ripagare appieno l’investimento effettuato per un televisore in alta definizione questi sono gli utenti della Tv satellitare». A pagamento, naturalmente.

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