Lodi: in corsia il digitale arriva sei mesi dopo | Digitale terrestre: Dtti.it

In corsia la rivoluzione digitale arriva sei mesi dopo. I “vecchi” televisori appaltati dall’amministrazione Spaggiari non funzionano più. I pazienti ricoverati nella terza ala sono “oscurati”. Gli apparecchi, infatti, non sono dotati di decoder e comprarne così tanti sarà impossibile. Ad essere senza Tv, almeno da novembre, sono reparti come l’ostetricia, la chirurgia generale e quella specialistica (la vascolare, l’otorino, l’oculistica, la plastica), la cardiologia, la medicina e la Ram. «Dobbiamo rivedere il contratto per il digitale a pagamento», spiega la direttrice sanitaria Angela Bocconi. Ma farlo sembra non essere così semplice.

La situazione potrebbe migliorare, grazie alle donazioni e al nuovo impianto in fase di realizzazione da parte dell’Azienda ospedaliera, nella vecchia ala. «Nei reparti nuovi di dialisi e nefrologia – spiega il responsabile dell’ufficio tecnico Maurizio Bracchi – i televisori funzionano benissimo. Ogni dializzato ha la sua Tv. Altrove, invece, manca l’antenna. Stiamo completando, infatti, l’impianto. Tra un mese funzionerà». A questo punto, però, bisognerà provvedere all’acquisto degli apparecchi. In pneumologia la questione è stata risolta dall’Alor, l’Associazione lodigiana per l’ossigenoterapia riabilitativa. L’organismo presieduto dal medico Francesco Tursi, infatti, sta per donare al reparto undici televisori con decoder di ultima generazione, a parete e a schermo piatto. Il progetto, totalmente a carico dell’associazione, si aggira sui 4mila euro, ma ogni camera del reparto avrà a disposizione la sua televisione gratis. «In pneumologia – spiega Tursi – si trovano spesso pazienti cronici, vogliamo coccolarli un po’ di più. Le degenze poi viaggiano tra i 15, 20 giorni. Se queste persone possono avere un minimo di comfort in più sono contento». L’associazione lancia però un appello a quanti volessero fare una donazione per sostenere l’iniziativa. «Il 15 maggio – aggiunge Tursi – saremo in piazza con un banchetto. Così anche il 29 maggio, in occasione della giornata del respiro e il 4 giugno». L’associazione metterà in vendita i suoi vasetti di miele d’arancio biologico della piana di Sibari. Chi volesse dare una mano all’Alor può rivolgersi allo 0371/5872421, alor.lodi@ao.lodi.it. All’Alao, Associazione lodigiana amici di oncologia, invece, è stata segnalata la necessità di una Tv per la sala d’attesa dell’oncoematologia. «Sabato 14 maggio – spiega la presidente Carla Allegri Bertani -, ci riuniremo in assemblea. Gli iscritti valuteranno. Le risorse a nostra disposizione sono poche. I costi di gestione del pullmino per il trasporto degli ammalati al reparto di radioterapia di Casale sono elevati. A questi si aggiungono i costi per i gruppi di auto aiuto e di elaborazione del lutto e il progetto di arteterapia. Dobbiamo fare bene i conti e vedere quanto ci resta». Anche in questo caso chi volesse dare una mano può rivolgersi allo 0371/420871.

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