Ogni stanza con il suo televisore, schermo ultrapiatto e alta definizione. Inutile tentare di accenderlo, lo schermo resta nero. Per guardare un telefilm o informarsi sulle ultime notizie ai degenti ora serve una scheda tv. Bisogna pagare: cinque euro per due giorni, dieci euro per cinque. La tv a pagamento è la novità degli ultimi giorni per l’ospedale Poma (anticipato di poco da quello di Pieve). Non riguarda ancora tutti i reparti ma già suscita qualche perplessità e protesta. «È una cosa che ci è stata imposta dalla Regione, non ci possiamo fare niente» commenta il personale di uno dei reparti coinvolti. Nulla di drammatico. Anche se non si capisce perché la sanità debba considerare opzionale, e quindi tutt’altro che necessario, ammazzare la noia o avere un diversivo durante le lunghe giornate di ricovero. «Una vergogna, un modo per lucrare sui pazienti» sbotta un anziano degente del reparto di Medicina.

A prevedere il pagamento per la tv in reparto è una decisione della direzione generale. «Il primo obiettivo del provvedimento era di adeguare gli impianti alla tecnologia del digitale terrestre e di cambiare i vecchi televisori, potenzialmente anche poco sicuri» fa sapere il Poma. Cos’ha fatto allora l’azienda sanitaria? Ha affidato il compito di rinnovare il parco tv dei reparti e l’impiantistica alla Secom srl di Ferrara, ditta che aveva già in appalto la manutenzione dei sistemi di chiamata di cui è fornito ogni letto dell’ospedale.

Per il momento il Poma avrebbe speso poco più di 30mila euro per l’acquisto dei primi 33 televisori distribuiti tra Medicina, Ortopedia traumatologica e Pediatria. Ma la tv non si paga dappertutto: la Pediatria è stata graziata dalla determina dell’azienda ospedaliera. La direzione generale ha disposto che vengano aggiornati gli impianti per il digitale terrestre. Per quanto riguarda il nuovo sistema di servizio a pagamento l’azienda ospedaliera fa sapere che a carico della Secom ci sono i costi per gli impianti e la loro manutenzione, così come a favore dell’azienda ferrarese ci sono i ricavi. Al momento magri, a quanto pare: ieri dei venti ricoverati al reparto di medicina soltanto quattro aveva acquistato la scheda per la tv di cui è dotata ognuna delle stanze del reparto, al quarto piano del nuovo blocco.

L’azienda ospedaliera Poma ha affidato alla stessa ditta anche l’aggiornamento degli impianti per il digitale terrestre con sistema di servizio a pagamento per l’ospedale di Pieve. Per quanto riguarda invece gli ospedali di Bozzolo e Asola il servizio per il momento, come sottolinea una nota dell’azienda ospedaliera, resterebbe gratuito.



Fonte : Gazzetta di Mantova

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