Anche Paesana decide di fare la voce grossa con la Rai. Su sollecitazione della minoranza consigliare che fa capo a Enrico Miolano, il Comune ha deciso di inviare un duro e polemico Ordine del giorno alla Direzione della Rai di Torino, all’associazione per la Difesa dei Consumatori, al Ministero per le Telecomunicazioni, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ed al Presidente della commissione di vigilanza dei servizi televisivi “affinché si facciano carico della situazione in atto assumendo i necessari provvedimenti per garantire la totale ricezione dei segnali Rai a beneficio della popolazione paesanese interessata”, ma ancor più considerare quelli che sono “i presupposti per un eventuale e successivo ricorso giudiziario nella sede competente per dirimere la questione a livello legislativo (in quanto esistono palesemente le condizioni di interruzione di pubblico servizio) qualora la stessa non venga risolta tecnicamente con una tempistica assolutamente breve”.

E’ tutta in queste poche righe la voglia di trovare una soluzione ai disagi venutisi “a creare a seguito dell’avvento del digitale terrestre per la cattiva ricezione e/o interruzione del segnale televisivo solo sulle reti Rai in modo costante, sistematico e duraturo nel corso delle trasmissioni dei programmi, interruzioni che possono durare da alcuni secondi a parecchi minuti (se non ore) e che, ovviamente, impediscono di assistere in modo regolare alle trasmissioni stesse e soprattutto ai notiziari, fonte di informazione per i cittadini”, a proposito dei quali non si contano più le segnalazioni fatte pervenire in Comune.

Non solo. Secondo il Comune di Paesana in seguito allo spegnimento del segnale analogico e con l’avvento della “digitalizzazione obbligatoria” sarebbero state violate le norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai-Radiotelevisione italiana S.p.a., incorrendo così “automaticamente, nell’interruzione di servizio”. Una vicenda assurda e grottesca – continua il documento del Comune – patita da cittadini “che prima si sono visti obbligati ad acquistare un decodificatore e poi costretti a pagare un canone assolutamente ingiusto in quanto viziato dalla comprovata, ricorrente e sistematica interruzione di servizio palesata da tutti i cittadini Paesanaesi”.

E siccome la Giurisprudenza sarebbe unanime nel ritenere che l’interruzione del pubblico servizio costituisce reato, anche se di breve durata, ecco spiegato il motivo di quel “ricorso giudiziario nella sede competente per dirimere la questione a livello legislativo” cui abbiamo fatto accenno sopra. Ma la presa di posizione del Comune di Paesana, a differenza di altre, punta anche l’indice accusatorio contro la Comunità montana (che è proprietaria del ripetitore posto su punta Tournur) cui “tali problematiche sono già state più volte segnalate senza tuttavia ottenere risposte rassicuranti volte ad un interessamento risolutivo delle problematiche riscontrate”. Perché, conclude il documento con le accuse alla Rai, “la ricezione dei segnali televisivi della Rai quale evidente servizio pubblico” è un diritto di tutti i cittadini. Anche di quelli di Paesana.

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