Rai, è tempo di grandi manovre. Entro aprile verrà quasi sicuramente firmato con la Figc il nuovo contratto per i diritti tv della Nazionale di calcio, anzi di tutte le Nazionali. Gli ascolti dell’amichevole in Ucraina non sono andati benissimo, ma Cesare Prandelli sta facendo un ottimo lavoro, ha ridato gioco e risultati. Presto potrebbero arrivare anche gli ascolti (il prossimo anno, come noto, gli Europei di Polonia-Ucraina sono esclusiva Rai).

Il direttore di Rai Sport, Eugenio De Paoli, sa che le Nazionali di calcio sono un “prodotto Rai”, magari pagato caro ma che non si può perdere. Probabile che il contratto con la Figc (se ne stanno occupando il dg Antonello Valentini e Stefano Balducci, oltre ai legali di via Allegri) venga chiuso intorno ai 125 milioni di euro per quattro stagioni, con un discreto ritocco rispetto al passato. Ma c’è da dire che (finalmente) la Figc ha messo in calendario un carnet di amichevoli di ottimo livello (Germania, Olanda, Francia, Spagna, Irlanda del Trap…), molto più appetibile sicuramente rispetto al passato. E la Rai, sul fronte calcio, dopo aver perso la Chamnpions (dal 2012), più avanti sarà impegnata anche sui rinnovi dei diritti del campionato in chiaro e della Coppa Italia. Qui – soprattutto sulla Coppa Italia, che garantisce ottimi ascolti almeno dai quarti alle finale – ci potrebbe essere uno scontro con Mediaset. La Lega di serie A ritiene che la Coppa Italia, ora venduta a poco (circa 10 milioni di euro a stagione), debba meritare di più. In ribasso invece il campionato di serie A in chiaro, compresso sempre più dallo “spezzatino”. Le trasmissioni Rai cercano di tenere il passo: Novantesimo Minuto è intorno al 15%, la Domenica Sportiva invece è più in affanno (ma forse la formula andrebbe rivista, no?). Eugenio De Paoli, intanto, è impegnato su altri fronti. Basket maschile: la Lega chiede 2,5 milioni, troppi secondo la Rai. Golf: De Paoli si è assicurato un buon pacchetto di gare, da trasmettere (anche) in chiaro, con piena soddisfazione di Franco Chimenti, n.1 della Federgolf, e della sua “squadra” di talenti e campioni (da Manassero ai fratelli Molinari). Il sogno di Viale Mazzini è la Ryder Cup, che Chimenti vorrebbe in futuro portare in Italia. Ora la Rai darà l’assalto anche al Sei Nazioni di rugby, al momento esclusiva di Sky: il n.1 di Rai Sport spera proprio di soffiare i diritti alla pay tv dal 2013 (e pare che le trattative siano già a buon punto). Ora la Nazionale azzurra di rugby su Sky fa circa 150.000 spettatori, la Rai invece è convinta di poter arrivare ad un milione mezzo (share intorno all’8-10%).

Figc, consiglio dopo Pasqua. Con mugugni…
Intorno al 12 aprile ci sarà una Giunta del Coni, di cui fa parte anche Giancarlo Abete, e così la Federcalcio sarà costretta probabilmente a spostare il suo consiglio federale a dopo Pasqua. Con qualche mugugno. Sì, perché siamo arrivati ad un momento cruciale della stagione e c’è da stabilire i criteri di iscrizione ai prossimi campionati e mettere anche un freno ai ripescaggi. La Lega Pro è quella messa peggio: fra penalizzazione a raffica, dovrà fare presto anche i calendari di playoff e playout. Mario Macalli non sa ancora su quante squadre potrà contare la prossima stagione: ora sono 85, il traguardo è arrivare a 60. Ma come non si sa ancora. Giancarlo Abete – che, ricordiamolo, è stato per anni un ottimo (e innovatore) presidente della Lega di Serie C – sta cercando di fare uscire il calcio dalle secche, ma non è che riceva molti aiuti né dalla Lega di serie A, da tempo aventiniana, tantomeno dal governo. La legge sugli stadi è impantanata alla Camera: il sottosegretario Rocco Crimi cerca di darsi da fare, di convocare riunioni (politiche) che vengono puntualmente disertate. Abete è una dirigente che crede nel fair play e conosce anche i tempi e i meccanismi della politica (essendo stato giovane deputato Dc): ma sarebbe il caso che, a questo punto, alzasse la voce…

Calcio femminile: assemblea “calda” per Padovan
Acque agitate nel mondo del calcio femminile: il presidente Giancarlo Padovan, competente e appassionato come pochi, rischia di essere sfiduciato? Speriamo di no. Il problema, tanto per cambiare, è economico: un debito nemmeno tanto consistente (circa 380.000 euro) ma che dovrebbe essere coperto dalle società (che sono un’ottantina) visto che Figc e Lnd, Lega nazionale dilettanti, non ne vogliono sapere. In aprile si terrà un’assemblea del calcio femminile: i club dovrebbero contribuire per sanare il (piccolo) debito. In futuro, intanto, c’è chi spinge per fare diventare la divisione calcio femminile un dipartimento, con conseguente (possibile o solo auspicato?) taglio dei costi.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here