Il presidente dell’emittente pubblica, appena firmato il nuovo contrato di servizio, dichiara lotta a quell’evasione «intollerabile». Tra le novità anche la pubblicazione di tutti gli stipendi dei dipendenti e dei costi dei programmi. «Speriamo che con la fine del 2012 vi sia anche la fine dei ‘furbetti del canone’». È questo il proclama, o forse solo l’augurio, che Paolo Garimberti, presidente della Rai, lancia nella nota che annuncia la firma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, del nuovo Contratto di servizio Rai. Garimberti parla di «un’evasione intollerabile, una piaga e un danno per tutti quei cittadini che coscientemente lo pagano e che potrebbero vederselo ridurre se si riuscisse a farlo pagare a tutti».

Per gli italiani il canone Rai è la tassa più inutile e odiata

Il contratto, che scadrà nel 2012, è quello che secondo Garimberti «ci porta nella nuova dimensione del digitale terrestre e che riconosce come Servizio pubblico tutti i 13 canali della Rai». E, al di là dei proclami, è un contratto che strizza l’occhio al nuovo Regolamento sulla par condicio, prevedendo «nuove norme che servono a consolidare il ruolo della Rai, come quella che ci chiede una superiore qualità nell’informazione improntata a pluralismo, completezza e obiettività».

Tra le novità più interessanti anche quella che apre alla pubblicazione su Internet degli stipendi di dipendenti e collaboratori (con modalità che saranno stabilite entro 90 giorni). Una trasparenza nei costi questa che prosegue con l’impegno, da parte di Rai, a pubblicare «ulteriori informazioni, eventualmente con un rinvio allo stesso sito web nei titoli di coda, sui costi della programmazione del servizio pubblico».

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