Peculato, false fatturazioni e reati tributari. Questi i reati ipotizzati dal pm Barbara Sargenti nel fascicolo relativo all’acquisto di diritti televisioni Rai destinati ad essere trasmessi in televisione e nelle sale cinematografiche. L’inchiesta, avviata contro ignoti, ha preso spunto dalle verifiche effettuate dagli inquirenti nell’ambito del filone romano dell’indagine Mediatrade, e su una serie di società riconducibili al produttore statunitense Frank Agrama e al manager Daniele Lorenzano. Secondo quanto accertato finora dagli inquirenti, le società in questione, tra cui la Wiltshire Trading e la Olympus Trading, avrebbero venduto a prezzi gonfiati i diritti per una serie di programmi e di film. I magistrati hanno dato ampia delega agli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, diretto dal colonnello Virgilio Pomponi. Il sequestro di atti, documenti e corrispondenza da parte degli investigatori presso le società Rai cinema e Rai spa, è solo un primo passaggio. Anche perché nel decreto di sequestro i magistrati ipotizzano “l’acquisizione di prodotti cinematografici e televisivi da parte della Rai e delle sue controllate al di fuori delle logiche di mercato, con una maggiorazione dei prezzi di acquisto e, congiuntamente, delle situazioni patrimoniali realizzate anche attraverso l’utilizzo di intermediari”. Molti potrebbero essere a breve i professionisti che dovranno rispondere di quanto fatto. Presto i pm sono intenzionati ad ascoltare i direttori generali di viale Mazzini in carica nel periodo oggetto delle verifiche: Flavio Cattaneo, Alfredo Meocci, Claudio Cappon e Mauro Masi. Chi indaga vuole verificare se la Rai ha utilizzato per la compravendita dei diritti tv un meccanismo di sovrafatturazione finalizzato ad evadere le imposte analogo a quello utilizzato da Rti già oggetto dell’indagine Mediatrade chiusa prima dell’estate.

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