Dopo un attesa che, per chi lavora nelle televisioni toscane, è stata assai lunga e carica di incertezze, il ministero dello sviluppo economico ha pubblicato il bando per l’assegnazione alle tv locali delle frequenze per trasmettere in digitale nella nostra regione.

Si tratta di un passaggio fondamentale che discrimina quali saranno le televisioni negli anni a venire con alcune esclusioni che sono importanti.

Tvl, in una classifica stilata su diversi parametri si è aggiudicata la sesta posizione tra le emittenti toscane.

Un risultato ottenuto con un’intesa, come previsto dalla normativa nazionale sul digitale, con altre emittenti: Telesandomenico di Arezzo, Tele Iride di Barberino del Mugello, Telelazio Toscana Blu.

I parametri con i quali è stata stilata la classifica prendevano in considerazione il patrimonio delle emittenti, il numero di dipendenti, la copertura e la presenza storica di una televisione.

Tvl, secondo la sua linea editoriale senza esser mai ricorsa alle ingenti fonti di introiti assicurati da porno e maghi si è collocata nella classifica ministeriale al sesto posto in Toscana.

Questo significa, visto che si parla di frequenze per coprire il territorio, che, presumibilmente (per dire come sarà in effetti il digitale mancano ancora diverse cose da definire) l’emittente di Pistoia coprirà con le sue trasmissioni perlomeno il territorio sinora coperto in analogico (le province di Firenze, Prato, Pistoia ovviamente, Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara).

Fuori della concessione governativa sono rimasti nomi di rilievo nell’emittenza locale toscana, come Antenna 5 di Empoli e Noi Tv di Lucca, mentre altre tv importanti sono, in classifica (il punteggio determina le chance effettive di copertura del territorio) sono al di sotto di Tvl: è il caso a esempio di Rete 37 (decima) Tv9 di Telemaremma (in undicesima posizione) e Granducato Tv (tredicesima).

La concessione delle frequenza implica che, nei prossimi sei mesi, chi le ha ottenute apra tre canali in digitale.

Con gli investimenti che occorrono per render possibile concretamente il passaggio da analogico a digitale questo implica che, per le emittenti che sono riuscite nell’impresa, l’aver ottenuto la concessione è solo la prima tappa di un percorso certo non facile da affrontare.

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