L’ex emittente di contenuti osé – poi riciclata da una joint venture tra Telecom e un socio svedese – ha interrotto la trasmissione delle partite di Serie A e B: come risultato gli abbonati sono in rivolta e la Lega Calcio si trova tra l’incudine e il martello.

Qualunque sia la causa di tutto ciò – mancanza di finanziamenti o mancanza di iscritti – il “terzo polo” televisivo che si era aggiudicato la trasmissione di diverse partite, tra cui anche quelle delle squadre (minori, ma non tanto) di Prima Divisione e tutte quelle della Seconda, ha gettato la spugna e ha interrotto le trasmissioni.

Subito le associazioni dei consumatori hanno invitato gli iscritti a inviare diffide e a presentare domande di rimborso; qualcuno arriva a ipotizzare violazioni contrattuali dolose e citazioni per danni.

Sommersa dall’onda degli inferociti abbonati (circa 250.000) che pretendono una soluzione immediata, e assalita dai pretendenti che offrono l’antenna sperando di aggiudicarsi i diritti di trasmissione a prezzi stracciati, la Lega Calcio ancora non sa bene che pesci prendere.

Infatti all’asta subito indetta avrebbero partecipato, oltre la solita RTI-Mediaset, anche ImOve (agenzia giornalistica) ed Europa 7 di Di Stafano Editore.

Murdoch è rimasto all’angolo, senza partecipare con Sky ma soffiando sul fuoco: per il medesimo canale, ma satellitare, gli sarebbero stati richiesti 570 milioni di euro contro i 230 richiesti per i diritti del digitale terrestre.

Per ora gli ex abbonati di Dahlia non possono vedere nulla, almeno finché non si sarà pronunziato il giudice sul provvedimento d’urgenza, presentato da Sky, che ha bloccato qualsiasi trattativa: forse l’emittente spera che nel frattempo una parte di essi decida di dirottarsi sul satellitare, tra l’altro oggetto di una pressante campagna pubblicitaria da parte dell’ex monopolista telefonico.

Fonte: Zeus News

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