A un mese esatto dallo switch-off la situazione continua a essere abbastanza caotica. Superata la fase della sintonizzazione, restano i problemi collegati agli impianti e agli investimenti delle singole emittenti televisive.

L’effetto è quello di una provincia a duplice, a volte triplice, velocità. C’è chi vede solo i pacchetti base (quando va bene) e chi può contare su una vasta gamma di canali. Lo stato d’allerta per gli operatori non è affatto rientrato. La rivoluzione digitale quindi non può dirsi compiuta e in alcune zone della provincia più che altrove. E’ il caso, per esempio, dell’ Agordino, forse il territorio più complicato accanto al Feltrino. Mamma Rai. La Rai sta garantendo il pacchetto base (composto dai tre canali tradizionali più Rai news) in tutta la provincia. In Agordino, per esempio, sono stati ripristinati i vecchi impianti appartenenti alla Comunità montana. La situazione per la tv di Stato è abbastanza buona e a dirlo è anche l’ Adiconsum, l’associazione dei consumatori, ma ci sono da fare dei distinguo. La Rai, infatti, ha garantito l’offerta completa (che consta di quattro pacchetti) solo alle utenze che ricevono dal Col Visentin a Belluno, dal Roncon (zona Feltre), dal Col Perer (Lamon e Sovramonte), dal Faloria (Cortina) e dal monte Zucco (Cadore). Nella lista c’è anche la Conca agordina. In pratica, i territori più popolosi. Mediaset. Copione analogo per il principale gruppo privato. Mentre il pacchetto base è stato garantito ovunque, l’offerta completa in chiaro si trova principalmente in Valbelluna, Belluno città e dintorni, Conca agordina e altopiani di Lamon e Sovramonte. Rispetto alla Rai, Mediaset ha deciso di offrire il menù completo anche agli abitanti dello Zoldano (Forno di Zoldo in particolare) e dell’Alpago, almeno chi riceve dal ripetitore sul monte Dolada. Le locali. Il ventre molle dell’offerta televisiva è costituita dalle tivù locali e regionali, di cui molti – soprattutto nelle zone più periferiche – sentono già la mancanza. Mentre Telebelluno è presente ovunque – anche se non mancano alcune problematiche come nel Comelico superiore – Reteveneta è rimasta solo in Valbelluna. A secco il Feltrino occidentale che l’aveva eletta tra le reti di riferimento. Antennatre, a sua volta, è praticamente sparita in Agordino e Alpago, mentre irradia l’intero Cadore (da Faloria, Rite e Tudaio) e la Valbelluna. Restano fuori il basso Comelico (quello che non è raggiunto dal Tudaio) e buona parte di Perarolo. A macchia di leopardo il Feltrino. Vai col liscio. Tra i canali più ricercati c’è Canale Italia, che negli anni ha conquistato una fetta di pubblico sempre più consistente grazie all’ intrattenimento (liscio e folk) e all’informazione. L’emittente non si vede più in buona parte dell’alta provincia e in ampie zone del Feltrino. Gli afecionados – riferiscono gli operatori – sono disperati. La 7 e sport. La 7 con Mtv – dopo un lungo tira e molla – si vedono in Valbelluna, conca agordina, Cadore e buona parte del Feltrino. E sono arrivati dopo settimane di attesa anche i canali di Sportitalia, visibili – anche qui – nelle zone più popolose (in questo caso, niente Agordino). Conflitti. In alcuni casi – e a intermittenza – non si vedono Rai e Mediaset. Succede anche con le regionali e locali, come Telebelluno e Antenna3. Raiway sostiene che vi siano interferenze tra Veneto e Friuli. Ma le interpretazioni si sprecano: c’è chi dice sia colpa di una tivù locale che ha il segnale troppo forte, chi invece punta il dito contro la stessa Rai che avrebbe abbassato i segnali tv. La mappa non è però definitiva: alcune emittenti hanno già confermato l’ intenzione a ri-espandersi. Ma tutto dipenderà dagli ascolti e dalla pubblicità. Il digitale è un’incognita per tutti.

Fonte: Corriere delle Alpi

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