Che il Veneto Orientale e il Friuli Venezia Giulia siano in piena “crisi digitale Rai” può starci. Ma la protesta del comitato di sindaci e cittadini, irritati perché i tg si smaterializzano in un caleidoscopio di triangoli non è colpa della Rai. Si capisce chi protesta per soldi spesi (fino a 350 euro) senza vedere bene.

Ma il segnale c’è. «C’è. E arriva» dice Ferdinando Andreatta, dirigente Raiway, l’azienda proprietaria della rete di trasmissione e diffusione del segnale Rai. «La rete funziona, in Veneto è anche buona – precisa Andreatta -, certo ci sono piccoli miglioramenti da fare, ma nel complesso regge bene. Forse in qualche area il segnale è più scarso, ma non mi risulta esistano zone in cui non si vede proprio nulla».

Il problema, dunque, è un altro. E si chiama antenna. «Abbiamo partecipato a diverse riunioni, ancora lo scorso 17 dicembre siamo andati a Portogruaro, in quella serata di neve. Ne abbiamo discusso anche nella conferenza dei sindaci del Veneto orientale poco tempo dopo – ricorda Andreatta – e durante un incontro con gli antennisti il 22 dicembre. In quelle zone il problema si lega alle antenne». E quelle installate nelle case di Veneto Orientale e Friuli sono particolari: semplificando, si può dire che furono ideate, in “epoca analogica”, per gestire contemporaneamente, e grazie a filtri speciali, segnali “confinanti” che provenivano dai ripetitori posti in zone diverse (Udine, Piancavallo, Monte Venda o Col Visentin).

«Gli antennisti di allora fecero miracoli – ricorda Andreatta – ora però, con la razionalizzazione imposta dal digitale, le cose cambiano». E quei filtri e quelle antenne non servono più. «Un utente deve ora decidere se vuole vedere la tv friulana o quella veneta, insomma, deve scegliere cosa vedere». E una volta deciso, direzionare l’antenna (o la nuova antenna) verso il ripetitore utile. E se si desidera vedere tutto, meglio ricorrere a due antenne, una direzionata verso il Veneto, l’altra verso il Friuli: «L’importante è che non siano due antenne uguali, che contrastino tra di loro col segnale». Ma questo non piace al consigliere regionale del Pd Piero Ruzzante, che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione per sapere «se la giunta veneta vuole intervenire con la Rai per risolvere il problema».

Dopo tutto, «oltre centomila abitazioni del Veneto Orientale non ricevono più i canali Rai. Le maggiori difficoltà riguardano soprattutto il Portogruarese e il Sandonatese, dove per poter vedere di nuovo il canali Rai, gli utenti devono provvedere, a proprie spese, all’installazione di una nuova antenna, orientandola verso un nuovo ripetitore, quello di Castaldia-Aviano, ma una volta compiuta l’installazione, rimane, comunque, il problema di sintonizzarsi sul telegiornale veneto, e questo è possibile solo dotandosi di una seconda antenna orientata verso Padova (Monte Venda) altrimenti si riceve il segnale del Tgr del Friuli Venezia Giulia». Troppo bello pensare che il passaggio al digitale terrestre comportasse soltanto l’acquisto di un semplice decoder da trenta euro. Per gli abitanti di Veneto Orientale e del confinante Friuli Venezia Giulia la situazione è davvero molto più complessa. «Questo però non è un problema tecnologico, ma di antenna – taglia corto Anderatta – Ovviamente si deve capire chi paga tutto questo».

La regione Veneto, nel frattempo, dirotta su Raiway le chiamate dei cittadini in difficoltà, «ci eravamo preoccupati tanto per le zone montane – ricorda la dirigente Francesca Del Favero – e invece il problema è nato nel Veneto Orientale. Ma in settimana ci incontreremo con la Rai per capire lo stato delle cose». Andreatta, dal canto suo, non ha dubbi: «Inutile arrabbiarsi con chi fa gli impianti, la rete digitale funziona». E l’antenna di casa o quella condominiale non sono un problema di Raiway.

Fonte: Il Gazzettino

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