Arriva in prima serata su Italia1 la chirurgia plastica. A fare da padrona di casa di “Plastik” ci sarà Elena Santarelli che, aiutata da quattro chirughi plastici, proverà a fare il giro della materia in sette puntate: riflettori accesi su quanto si possa ottenere in termini di miglioramento tanto personale quanto, in alcuni casi, di qualità della vita; ma anche sui limiti che non dovrebbero mai essere superati.

L’obiettivo è di trattare la chirurgia plastica così com’è: né santuario moderno del corpo perfetto a tutti i costi, né pratica demoniaca da condannare a priori, bensì diciplina medica con pro e contro, in grado di aiutare se fatta nel modo giusto, capace di deturpare se, viceversa, eccessiva e mal praticata. 

L’esperienza dell’intervento è seguita dal primo all’ultimo momento, con le telecamere che abbracciano tanto la valutazione del paziente, quanto l’operazione, fino alle gestione del dolore e della situazione post-operatoria. “Torniamo sul luogo del delitto – ha detto il direttore di Italia 1, Luca Tiraboschi – dopo l’esperienza di ‘Bisturi’, ma lo facciamo con un linguaggio nuovo, più vicino ai ragazzi di oggi, già sperimentato con programmi come ‘Mistero’ e ‘Wild’, che non abdica ai contenuti. Tratteremo tutto quello che attiene alla chirurgia”.

“Non spetterà a me – ha aggiunto Elena Santarelli – dire quali siano gli interventi giusti e quali gli sbagliati. Il pubblico sarà così intelligente da capire quale sia il limite della chirurgia plastica”.

Alla presentazione del programma c’é stato un vivace battibecco tra giornalisti, chirurghi e autori. Al centro della querelle l’opportunità di proporre l’ennesima trasmissione sulla chirurgia estetica ma anche un servizio su una bimba indiana con otto gambe, molto criticato dalla stampa. “Non ci sentiamo rei di apologia” ha detto il direttore di Italia 1 Luca Tiraboschi sul piano generale, mentre in particolare, sul caso della bimba indiana, la cui vicenda è stata proposta con uno spezzone del video che la riguarda, ha avvertito che “con un frammento è possibile un fraintendimento, quella bimba avrebbe avuto una vita breve se non fosse stata operata, invece ora potrà fare il suo percorso come gli altri”.

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