Domenica su Cielo “Il sogno dell’alieno”: Storia di un grande bluff

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In esclusiva in chiaro su Cielo (DTT canale 26, Sky canale 126 e TivùSat canale 19)va in onda domenica 31 marzo alle 14.00“Il sogno dell’Alieno”, una performance artistica ideata e diretta da Alberto d’Onofrio, autore, regista e raffinato documentarista.

Un lavoro durato oltre un anno con l’obiettivo di svelare la fragilità del corto circuito che lega politica e sistema dei media nel nostro Paese, andando oltre la formula pur modernissima del mockumentary per rappresentare un esperimento di comunicazione senza precedenti in Italia.

“ll Sogno dell’Alieno” è il racconto di come quattro giovani attori-performer ferraresi, istruiti a tavolino, riescono a costruire attorno a sé improvvisa visibilità mediatica con performance surreali,  ottenendo ascolto e risalto con una “piattaforma” di proposte che uniscono banalità e idee singolari come vendere il Colosseo ai Cinesi. Un mix di idee che portano gli stessi attori ad essere corteggiati dalla politica.

L’obiettivo dell’autore era dimostrare come può essere creato un fenomeno nell’attuale panorama politico: richiamare l’attenzione dei media su un progetto artificioso, inventato e scritto, e aspettare che lo stesso divenga improvvisamente “reale”, tanto da essere inseguito e corteggiato dalla politica “vera” che ne vede un’opportunità di visibilità.

Il film documenta come stare al centro dell’attenzione non abbia ormai nulla a che vedere con la credibilità e la sostanza, in un sistema che non si sofferma a costruire il contenuto. Tutto ruota esclusivamente intorno alla comunicazione mediatica, alla visibilità ormai alla portata di tutti attraverso web e social media, ingredienti che rendono ancora più labile la sostanza dei concetti.

Nel corso del lungo progetto, infatti, sono stati in tanti a confrontarsi  con i ragazzi di d’Onofrio, eppure pochi si sono fermati a cercare di analizzare il contenuto di quello che questi stavano dicendo, fermandosi piuttosto ad osservare la forma e la spettacolarità del modo in cui venivano espressi i concetti.

Il film parte dai casting per trovare Andrea Amaducci, artista ferrarese, che con i suoi compagni si presta all’operazione ed inizia a vivere come un gruppo chiamato “Il Sogno Dell’Alieno”. L’istruzione che gli viene impartita è raccontare di conoscersi da sempre e di aver deciso che hanno un sogno comune: cambiare l’Italia. Il regista e i suoi attori decidono quindi che questo sarà l’obiettivo, il messaggio delle performance che metteranno in scena. Per ottenere l’attenzione  e rimbalzare sui media, Amaducci e i suoi compagni danno vita a azioni pubbliche e di piazza studiate a tavolino per colpire, fare rumore. Azione dopo azione, pian piano media e politici iniziano ad accorgersi di loro, finché il gruppo de “il Sogno dell’Alieno” diventa una realtà: giovani che hanno proposte, idee e che vanno ascoltati.

Dalla prima performance al Meeting di CL a Rimini, dalla Mostra del Cinema di Venezia al meeting di Cernobbio, ai palchi dei comizi dei principali esponenti politici, il film documenta la burla, l’organizzazione delle azioni, le interviste a giornalisti, politici e opinion leader fino ad arrivare ad un crescendo finale, quando le proposte del Sogno dell’Alieno vengono raccolte in un’ironica “agenda” programmatica, che molti politici sottoscrivono.

Il film termina durante la campagna elettorale, quando i ragazzi costruiti da d’Onofrio riescono a salire su molti palchi dei comizi accanto ai candidati “reali”.

“Il Sogno dell’Alieno” è prodotto da Zodiack Active. Diretto da Alberto D’Onofrio, la sceneggiatura è di Alberto D’Onofrio, Alessandra Ugolini e Carlo Fabrizio.

Il sogno dell'Alieno 5

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