Forte di una stagione di ascolti record (5,31% di share medio, 6,26% da gennaio) il talk show l’Infedele di Gad Lerner compie dieci anni e torna da lunedì 5 settembre su La7 per 39 puntate. “Il nostro sforzo – ha detto il giornalista durante la presentazione della nuova stagione – è quello di essere originali anche nella scelta degli ospiti salvaguardando completezza e autorevolezza. Il guaio dei talk italiani è rappresentato dall’ospite-prezzemolo, quello chiamato all’ultimo per parlare di tutto perché dotato solo di una infarinatura comunicata solo attraverso slogan. Mi chiedo quanto possano durare questi duelli rusticani tra commedianti”. Secondo Lerner a cambiare gli italiani è stata la settimana prima di ferragosto, durante la quale la prospettiva di una bancarotta del debito pubblico è stata presa seriamente in considerazione dall’opinione pubblica che ha di colpo fatto ammalare i vecchi talk show e i loro protagonisti di un “deficit di credibilità”.

“Fa impressione – ha aggiunto – vedere quanto è cambiato il mondo in un anno. Dodici mesi fa, quando le massime autorità italiane erano riunite nella caserma Salvo D’Acquisto di Roma a omaggiare Gheddafi, per il nostro promo mi ero vestito da raìs che andavo dal parrucchiere con le Gheddafine. Quest’anno mi travesto da Johann Sebastian Bach che, circondato da un coro di giovani parrucchieri, esegue il Magnificat”. La prima puntata sarà dedicata alla manovra e ospiterà, tra gli altri, Pietro Modiano, promotore di una tassa partimoniale sui ricchi, e il segretario della Fiom Maurizio Landini alla vigilia dello sciopero generale. La seconda punatata sarà invece dedicata al caso Penati.”Senza l’arrivo di Mentana tutto questo – ha aggiunto Lerner riferendosi alla crescita degli ascolti – non sarebbe stato possibile. E’ però frutto di un lavoro decennale, di un’idea di rete non velleitaria, come invece sentenziò la nuova proprietà di allora. Quell’idea è stata ricostruita e sta dando risultati superiori al business plan di dieci anni fa. Abbiamo selezione i temi secondo gerarchie di dignità culturale, sappiamo di avere fatto una trasmissione difficile, ma affrontando temi ignorati altrove e intercettando fenomeni come quello di Pisapia, una figura tutt’altro che carismatica e molto poco televisiva”.



Fonte : TMNews

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