Su Rai 3 torna “Amore criminale”

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Amore Criminale, una contraddizione teorica, nella realtà un fenomeno dai grandi numeri. Accade quando l’innamoramento non segue la parabola naturale dell’amore, inteso come condivisione piena, come scelta dell’altro per un progetto di vita insieme. Accade quando l’amore si trasforma in senso di proprietà, in ossessione patologica, nell’eros che innesca desideri di morte. L’amore criminale non conosce differenze, può colpire tutti indifferentemente. Non ha età, né ceto, né cultura. Quasi sempre le vittime sono donne. Mogli, fidanzate, compagne, amanti di uomini assassini. E’ un femminicidio, una mattanza bestiale sempre più in aumento. La tragica contabilità parla di una donna uccisa dal proprio uomo ogni tre giorni.  Solo in questi primi mesi del 2012 in Italia le vittime sono state trentasei.

L’idea del programma è nata nel 2007 dalla lettura di una ricerca dell’Eures – Ansa che ha fotografato l’emergenza delle donne vittime della violenza maschile.

Da allora “Amore Criminale” ha raccontato settanta storie di donne strappate alla vita dalla mano omicida di chi diceva di amarle. Ogni puntata è dedicata al ricordo di una donna uccisa. Il racconto è affidato alla docufiction che ricostruisce la vicenda e a interviste alle persone più vicine alla vittima.

Familiari, amici, colleghi, avvocati, forze dell’ordine, magistrati alternano la loro voce a contrappunto dei fatti accaduti. Ogni volta la cronaca viene riletta attraverso un’analisi psicologica dei sentimenti alla base  degli accadimenti. Ogni volta si partecipa a un viaggio che va dall’incontro dei protagonisti, alla nascita del conflitto nella coppia, alla dissociazione omicida.

La nuova serie televisiva prevede nove puntate. Dalla storia di Anna, truccatrice del Teatro Petruzzelli di Bari uccisa dal compagno che aveva deciso di lasciare, a quella di Emanuela che a soli 21 anni si è vista strappare la vita dal marito.

Dalla storia di Vincenza, sopravvissuta al tentato omicidio da parte del suo ex compagno ma testimone dell’uccisione di sua madre e di sua sorella, a quella di Maria Rita, arsa viva dal marito davanti ai suoi due bambini. E ancora dalla storia di Maura, vittima di stalking, a quella di Tiziana e Roberta ammazzate brutalmente dai loro uomini.

Infine due puntate speciali che vedranno protagoniste due sopravvissute a storie di violenza. Con loro si ripercorrerà il tunnel dal quale sono riuscite a uscire.

C’e’ la storia di Claudia, plagiata da un sedicente mago e quella di Veronica De Laurentiis, uscita da un matrimonio violento.

Con il programma prosegue la Campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Realizzata con la collaborazione di Telefono Rosa e delle Forze dell’Ordine (Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato) ha come obiettivo quello di ricordare alle donne che il silenzio è il nemico peggiore, che ogni maltrattamento fisico o psicologico corrisponde a un reato, che bisogna denunciare i propri carnefici e chiedere aiuto ai centri antiviolenza.

In tanti hanno sostenuto l’appello della trasmissione rendendosi protagonisti di spot.

Conduce la nuova edizione di “Amore Criminale” Luisa Ranieri. Da Sabato 24 marzo alle 23.40 su Rai3.

PRIMA PUNTATA

Al centro della prima puntata di “Amore Criminale” la vicenda di Anna Costanzo, bella e stimata truccatrice del Teatro Petruzzelli di Bari, che nel luglio 2009 viene ritrovata  senza vita nella vasca da bagno di casa. Qualcuno l’ha uccisa, senza pietà.  Il delitto diventa il giallo dell’estate ma dietro la morte di Anna si nasconde  l’epilogo di un amore malato. Ad Anna e’ stata tolta la vita dal suo compagno  Alessandro,  più giovane di lei di tanti anni, perché  aveva deciso di troncare la relazione con lui. La loro e’ stata una storia fatta di dolore, tradimenti, gelosia.

E l’incapacità di accettare la fine di un amore ha trasformato il desiderio in morte. L’assassino è stato condannato in primo grado a 30 anni di reclusione. Si attende il processo di appello.

In onda sabato 24 marzo, alle 23.40, su Rai3

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One thought on “Su Rai 3 torna “Amore criminale”

  1. La trasmissione nasce da una buona idea ma la realizzazione sfiora sempre i toni e i colori del fotoromanzo, quello che emerge sempre è lo squallore delle situazioni e degli ambienti, la povertà economica e culturale delle situazioni e dei contesti. Inoltre si punta alla spettacolarizzazione anche deii sopravvissuti, come se si trattasse dell”Isola dei famosi” in macabro, in nero, nella tragedia del quotidiano e nel dramma sociale e culturale. Familglie teatralizzate, amici e conoscenti sulla scena, avvocati che si mettono in mostra, attrici che fingono di essere interessate ma che si vede benissimo che vivono in altri mondi ben lontani dalle situazioni narrate o interpretate, etc. Nessuna delicatezza nell’affrontare questi temi difficilissimi, poca e distratta cura dei dettagli umani e del destino dei protagonisti. poco rispetto umano dei contesti, solo una messa in scena forte, dai toni e colori delle commedie di infimo genere. Per contro, si dovrebbe approfondire lo studio delle cause, dei territori sociali dei crimini, e far affiorare le responsabilità della società tutta intera all’origine dei melesseri individuali. Formalmente e dal punto di vista narrativo il tutto è piuttosto volgare, si poteva e si puo’ fare meglio e molto di più. In più il pubblico fruitore sembra ben scelto fra le classi meno abbienti, popolari che sono sempre le uniche protagoniste di queste storie dell’orrore. Eppure sappiamo tutti benissimo che le violenze sulle donne si operano in TUTTi GLI AMBIENTI anche quelli molto “protetti” Si aggiunge al dramma la beffa e si pensa: “succede agli altri, ai poveri disgraziati, a me non succederà” quindi lo scopo viene a mancare, lo scopo pedagogico, di insegnamento e di riflessione, soprattutto per i giovani di ambo i sessi. Ci sono tante vittime nelle storie di violenza e anche responsabilità sociali e politiche che andrebbero messe in luce. Sappiamo che anche nelle classi sociali più abbienti e fra persone colte, vedi coltissime, si perpetrano crimini mostruosi sui più deboli. Questo, fino ad oggi, non è stato mai mostrato dalla trasmissione, forse in futuro? Ce lo auguriamo. Basterbbe praticare e analizzare i testi della nostra storia e dei racconti dei nostri scrittori italiana per sapere che i crimini sono fenomeni profondi e che meritano molto studio e poca spettacolarizzazione. Se la televisione vuole solo fare spettacolo e drammatizzare il reale allora c’è riuscita. Se si vuole fare di più e lottare veramente contro questo scempio allora bisogna fare meglio.

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