Ads
Home News Digitale Terrestre Liguria Savona: Selva di antenne, scoppia il caso

Savona: Selva di antenne, scoppia il caso

0

Sono necessarie per vedere Sky e tutti i nuovi canali satellitari, e saranno fondamentali tra pochi giorni in quei paesini dell’entroterra dove il segnale del digitale terrestre non arriva o arriva male, ma di certo la selva di antenne paraboliche che proliferano su tutti i tetti e sempre più spesso le facciate dei palazzi non è un bello spettacolo alla vista né un segno di decoro architettonico. L’ultimo caso esploso è quello della darsena, con diverse “padellone” rimaste a rovinare la vista porto dalla nuova piazza del complesso Crescent retaggio di un passato duro a morire. Ieri alcuni cittadini hanno scritto una mail al Secolo XIX per denunciare lo scempio e chiedere spiegazioni. «È mai possibile che in una piazza nuova di zecca, nuova vetrina della città, resistano orrori simili?» è la denuncia.

La domanda ha innescato un’indagine e si è scoperto che dietro la permanenza di quelle antenne c’è un piccolo caso diplomatico. Le parabole, infatti, sono delle Opere Sociali che hanno già chiesto da tempo ai loro inquilini (ristoranti e attività della sottostante Calata Sbarbaro) di rimuoverle e così liberare la nuova piazza dalla loro presenza. Il punto è che i piloni di ferro su cui si trovano sono invece del Comune che aspetta a toglierli perché si completi l’iter del collaudo della piazza che sta andando per le lunghe nonostante l’inaugurazione già avvenuta mesi fa. E sullo sfondo c’è pure la Fidia, l’impresa della famiglia Dellepiane che ha fatto il complesso del Crescent e la piazza, che sollecita alle Opere Sociali di togliere non solo le antenne ma razionalizzare tutti gli impianti delle “terrazzette” per aumentare la qualità e l’ordine della piazza. «Sono state fatte canalizzazioni ad hoc, ma Opere Sociali non ci risponde» è la lamentela. «Noi stiamo solo aspettando che il Comune rimuova quei piloni di ferro dopodiché toglieremo le antenne e sarà tutto a posto – taglia corto Donatella Ramello, presidente delle Opere Sociali – ai nostri inquilini abbiamo già chiarito che le antenne hanno le ore contate».

Ma il vero punto è che di casi simili, con protagoniste altre parabole che deturpano palazzi e scorci cittadini, ce ne sono a bizzeffe in città. Un calcolo a spanne dice che sono poco meno di 6 mila le “padelle” esposte verso il cielo e sempre più spesso non spuntano sui tetti, dove non si vedono e quindi non danno fastidio, bensì su facciate, balconi, verande e finestre perché metterle qui costa meno e non si rischia nulla visto che di multe non ne sono mai state fatte. E non ne sono mai state fatte – si è appreso ieri – perché manca un regolamento ad hoc che fissi paletti su come e dove metterle e dove no. L’unico vincolo che c’è è quello del regolamento edilizio comunale che però contiene solo qualche passaggio striminzito sia sulle parabole sia sui condizionatori d’aria esterni e questo non rappresenta un freno.

Un problema ben noto a Palazzo Sisto che non a caso sta studiando come intervenire per colmare questa lacuna e avere più strumenti di contrasto. «Vogliamo ragionare anche su questo aspetto delle parabole, è vero – conferma l’assessore alla qualità urbana, Paolo Alpicella – è un discorso che non riguarda solo il sottoscritto ma anche l’assessore all’urbanistica perché ci sarà probabilmente da intervenire sul regolamento edilizio. In ogni caso segnalazioni di brutture e scempi ne arrivano in Comune e tra le cose che faremo c’è sicuramente una disciplina di questa materia».

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Exit mobile version