Sicilia, Dahlia Tv lascia al buio i clienti. Come fare per essere risarciti

“Dahlia TV ed il suo team sono spiacenti di comunicare che, nonostante tutto l’impegno profuso in questi mesi per offrire il miglior servizio e ricambiare la fiducia accordata dai propri clienti, si trovano costretti ad interrompere le trasmissioni. Ringraziamo e ci scusiamo con tutti i clienti e gli appassionati che ci hanno scelto e ci hanno seguito fino ad oggi.

”Questo il messaggio di scuse, pubblicato sul sito dell’emittente italiana in liquidazione dallo scorso 25 febbraio. Ironico pensare che fino a poco tempo fa l’home page del sito si apriva con un elenco di “100 scuse da usare con gli amici per non perdere nemmeno un secondo dei programmi preferiti su Dahila Tv”. L’emittente, mandava in onda le partite di 8 squadre minori di Serie A (Cagliari, Catania, Cesena Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria e Udinese) e di tutta la Serie B. A seguito del fallimento della società televisiva circa 300 mila abbonati sono rimasti senza diretta Tv e, peraltro, continuano a ricevere i bollettini di pagamento per un servizio di cui non potranno più usufruire.

Le società impegnate nella sua gestione, dalla maggioritaria AirPlus alla minoritaria Telecom Italia Media, hanno deciso di non impiegare risorse economiche per un suo recupero e l’effetto immediato derivante dalla liquidazione di Dahlia è stato, infatti, l’oscuramento della Serie B sul digitale terrestre e il ritorno dei diritti calcistici in mano alla Lega. Sembra ancora sospesa ogni decisione per l’esercizio dei diritti della Serie A, mentre per la Serie B, dopo aver bocciato l’offerta di Europa 7 reputandola non congrua, la Lega ha pubblicato un nuovo bando la cui apertura delle buste è prevista per il 24 marzo.
Intanto, il liquidatore di Dahlia ha reso noto: “La società è in liquidazione ma abbiamo presentato richiesta di concordato preventivo al Tribunale, per cercare di soddisfare i creditori. Anche gli abbonati sono iscritti come creditori per la parte di cui non hanno goduto”.
L’Antitrust ha avviato un procedimento per possibile pratica commerciale scorretta per verificare se la società televisiva ha fornito adeguate informazioni sull’interruzione della trasmissione delle partite e se ha adottato iniziative per tutelare i diritti di chi aveva già acquistato il pacchetto ed evitare che proseguissero gli acquisti presso la rete commerciale. Nell’ambito dell’istruttoria ha chiesto informazioni a Lega calcio e a Telecom sulle misure adottate per evitare l’interruzione delle trasmissioni e sulle informazioni fornite agli utenti finali.
La nostra associazione Veroconsumo è a disposizione degli abbonati siciliani che volessero avviare un eventuale azione di risarcimento dei danni. Stiamo raccogliendo le prime segnalazioni con l’intento di chiedere a livello individuale la restituzione del canone dell’abbonamento o il corrispettivo non goduto delle prepagate. Invitiamo gli abbonati a farsi avanti, scrivendoci all’indirizzo e-mail segreteria@veroconsumo.it. Consigliamo a chi non l’avesse già fatto di inoltrare alla società una disdetta dell’abbonamento mediante raccomandata con ricevuta di ritorno (il modulo sarà a breve scaricabile sul ns. sito). Un’azione comune è sempre più incisiva!


Diritto ad ottenere il rimborso della restante quota annuale
Il contratto con Dahlia Tv si è risolto unilateralmente, iure legis, e l’utente ha diritto al rimborso del prezzo pagato. L’abbonato deve inviare istanza scritta al liquidatore, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno e chiedere il rimborso, entro un termine, della somma pagata per il 2011. In particolare, ha diritto non alla restituzione dell’intero importo, bensì a una quota, pari alla differenza tra quanto pagato per i 12 mesi e l’utilizzo, già avvenuto, di 2 mesi (gennaio e febbraio). Nel caso de quo, se l’utente ha pagato ad esempio 90 euro, avrà diritto al rimborso di 75 euro. Il liquidatore, ove vi sia denaro in cassa, deve inviare all’utente la somma richiesta.
Se il rimborso non perviene entro il termine, l’abbonato dovrà presentare istanza in carta bollata. Tuttavia consigliamo di non adire subito le vie legali (istanza di restituzione in carta bollata), senza conoscere prima se v’è ancora un attivo nella società, diversamente, infatti, non solo non si otterrà il rimborso ma si perderanno anche le spese postali e i 14,62 euro della marca da bollo applicata sull’istanza. Consigliamo nel caso in cui pervengano, nel frattempo, bollettini di pagamento del canone rateato, di non pagarli.
Fonte: Quotidiano di Sicilia
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