Studio Universal, a 30 anni dalla scomparsa, ricorda John Belushi

Studio Universal, a 30 anni dalla scomparsa, ricorda John Belushi | Digitale terrestre: Dtti.it

A 30 anni dalla scomparsa (5 marzo 1982), Studio Universal (Premium Gallery sul DTT) ricorda il debutto di uno dei maggiori talenti comici statunitensi, stroncato dalla droga e dall’alcool a soli 33 anni: John Belushi (“The Blues Brothers”, “Animal House”). L’appuntamento è ogni sabato in seconda serata con 2 episodi del “Saturday Night Live” in versione originale sottotitolati.

Da non perdere, inoltre, lunedì 5 marzo a partire dalle 15.00, un Focus esclusivo e due commedie del 1981 che lo vedono protagonista: “Chiamami aquila” e “I vicini di casa”.

È la sera del 4 marzo 1982 e John, dopo essere stato ad una festa presso l’Hotel Chateau Marmont di Los Angeles, si reca nella sua stanza con la cantante Cathy Smith, entrambi sono ubriachi. Come affermato da Cathy in una successiva intervista, lei tagliò male la droga e con una siringa la iniettò a John che, subito dopo, si mise al letto. La mattina seguente venne trovato privo di vita.

John Belushi

John Adam Belushi nasce a Chicago, nel quartiere albanese di Humboldt Park, il 24 gennaio del 1949. Il padre, Adam Anastos Belushi, immigrato albanese, è ristoratore mentre la madre, Agnes Demetri Samaras, è farmacista. John ha una sorella maggiore, Marian, più grande di lui di 12 anni e due fratelli più piccoli: James Adam Belushi o “Jim” (più piccolo di 5 anni), e William Adam Belushi o “Billy”, nato il giorno del suo undicesimo compleanno (24 gennaio 1960). Al liceo coltiva a pieno tre grandi passioni: il football, la batteria e il teatro. Nel 1967 si diploma e comincia a dedicarsi più seriamente al teatro. È il 1975 quando, dopo molti spettacoli e un programma radiofonico, si trasferisce a Los Angeles per partecipare ad uno degli show più innovativi della storia della televisione americana: il “Saturday Night Live”. Il successo è straordinario. Su quel palco, così stimolante ed anticonformista, John Belushi dà prova della propria versatilità, esibendo un repertorio di personaggi che rimarranno nella storia. E davanti, ma soprattutto dietro le telecamere del “Saturday Night Live”, si consolida l’amicizia con Dan Aykroyd che, con il suo carattere riflessivo e l’aspetto allampanato, è il perfetto alter ego di Belushi. Insieme danno vita ad una delle più famose coppie comiche di sempre.

Nel 1976, il “Saturday Night Live” si aggiudica 4 Emmy, di cui uno assegnato a Chevy Chase come miglior attore: Belushi si sente “derubato” del successo dal collega ed inizia a criticare aspramente le scelte della produzione. Esasperato dalle intemperanze e dalla spericolata follia di Belushi, l’autore e produttore Lorne Michaels lo licenzia e riassume un numero infinito di volte, arrivando addirittura a “mettere in scena” i loro contrasti.

Cibo, alcool, tranquillanti, ma soprattutto droghe – cocaina, anfetamina e acidi – scandiscono la vita di un uomo geniale ed irriverente, incapace di vivere a riflettori spenti perché, come disse una volta: “La scena è il solo posto dove sono consapevole di quello che sto facendo”.

Durante lo show del 22 aprile 1978 John Belushi e Dan Aykroyd si presentano davanti alla telecamera nei panni di Joliet Jake ed Elwood, con abito e cravatta neri, occhiali da sole e cappello fedora. Cantano un pezzo blues accompagnandolo con frenetici balletti e capriole. É il preludio di quello che diventerà un fenomeno mondiale: “The Blues Brothers”, che nel 1980 diventerà anche un film cult, diretto da John Landis.

Nel 1979, all’apice della sua popolarità, John Belushi lascia definitivamente il “Saturday Night Live” per dedicarsi totalmente alla carriera cinematografica. In due anni gira cinque film, tra cui la commedia sentimentale “Chiamami aquila” e il grottesco “I vicini di casa” – la sua ultima interpretazione -, in cui lui e Dan Aykroyd si scambiano i ruoli: John è un uomo dalla vita regolare ed assennata, mentre Dan un folle imbroglione. E sono forse proprio queste due interpretazioni quelle che, meglio di tutte, misurano la grandezza del talento di Belushi, attore a tutto tondo anche al di là del suo caratteristico umorismo demenziale.

Nonostante il successo straordinario, Belushi vive un’esistenza segnata dalla dipendenza dalla droga, di cui è ormai totalmente schiavo. Quando il suo medico gli domanda: “Perché si sta uccidendo?”, l’attore risponde: “Tutta la mia vita è preordinata da altri, io devo solo esserci”.

John Belushi muore il 5 marzo del 1982. Oggi riposa all’Abel’s Hill Cemetery a Martha’s Vineyard, inMassachusetts.

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