Diva Universal: Maria Curie per la serie “Donne nel mito”

In occasione del centesimo anniversario dal conferimento del suo secondo Premio Nobel (1911), lunedì 19 dicembre alle ore 21.00, Diva Universal (SKY – Canale 128) dedica lo speciale Donne nel Mito – il tradizionale spazio riservato alle figure femminili chiave della storia – a Marie Curie. Attraverso immagini di repertorio e un’intervista esclusiva al Dott. Valerio Rossi Albertini – fisico e ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) -, viene raccontata una straordinaria donna, la prima a ricevere un Premio Nobel e ad essere sepolta per i suoi meriti al Panthèon di Parigi.

Donne nel mito è la serie di brevi episodi prodotti da NBC Universal Global Networks Italia per svelare l’altra parte della storia, quella scritta dalle donne, rivelata dalle sue protagoniste: da Lady Diana a Maria Callas, da Jacqueline Kennedy a Margaret Thatcher. Vite straordinarie ed intense di figure femminili della storia che hanno saputo toccare i cuori e suscitare l’ammirazione del mondo. Un compendio dedicato alle donne di sempre e raccontato con l’eleganza che contraddistingue il Canale.

DONNE NEL MITO – MARIE CURIE

Marie Sklodowska Curie nasce il 7 novembre 1867 a Varsavia da una famiglia cattolica molto numerosa. Il padre è insegnante di matematica e fisica mentre la madre è pianista, cantante e professoressa. Quest’ultima muore di tubercolosi quando la piccola Marie ha solo dodici anni. Convinta della propria intelligenza e capacità, Marie decide di studiare fisica, a dispetto del fatto che questa scelta viene ad essere molto osteggiata: l’idea che una donna possa intraprendere la carriera scientifica, infatti, risulta ancora incomprensibile. Visto che l’università di Varsavia è vietata alle donne, nel 1891 Marie raggiunge la sorella maggiore a Parigi dove si iscrive alla celebre Sorbonne per laurearsi, nel 1893, in fisica. L’anno successivo consegue la laurea in matematica e incontra Pierre Curie, professore presso l’École supérieure de physique et de chimie industrielles, che diventa suo marito (26 luglio 1895) e “compagno di laboratorio”. È il 1896 quando Antoine Henri Becquerel scopre i “Raggi X” e dimostra che questi sorgono spontaneamente dall’uranio. La scoperta della radioattività sarà fondamentale per i futuri studi di Marie. Nel 1897 nasce Irène, la prima figlia dei Curie. Nello studio della radioattività i due coniugi scoprono due nuovi elementi chimici: il radio e il polonio. Nel 1903 Marie consegue il dottorato scientifico sotto la supervisione di Becquerel e, pochi mesi dopo, l’Accademia Reale Svedese delle Scienze le assegna  – insieme al marito e a Antoine Henri Becquerel – il premio Nobel per la Fisica. Nel dicembre del 1904 nasce la seconda genita, Eve, ma la gioia ben presto lascia posto al dolore quando, due anni dopo, Pierre muore a causa di un incidente. Marie, ormai sola con due bambine piccole, continua a lavorare nel suo laboratorio, per poi diventare la prima donna a ricoprire il ruolo di professoressa universitaria in Francia, vedendosi assegnata alla Sorbona la cattedra di fisica che era stata del marito. In questi anni riesce a isolare il polonio puro e il radio puro e, per questo, nel 1911 le viene conferito il Premio Nobel per la Chimica. Marie può ora permettersi di avere dal Governo Francese i finanziamenti per costituire il ‘Radium Institute’ (1914) che diventerà la focina di diversi premi Nobel, tra cui quello della figlia, Irène Joliot-Curie, che riceverà il prestigioso riconoscimento per la scoperta della radioattività artificiale (1935, Premio Nobel per la Chimica). Durante la Prima guerra mondiale la Curie si impegna ad alleviare il dolore dei soldati feriti e, utilizzando un’automobile, crea la prima unità radiologica mobile.

Marie muore il 4 luglio del 1934, colpita da una grave forma di anemia aplastica, malattia contratta dalla lunga esposizione alle sostanze radioattive.

Scienziata straordinaria e donna impegnata in numerose lotte civili come quelle per l’emancipazione femminile, sarà la prima donna ad essere sepolta al Panthèon di Parigi, il tempio dedicato ai “grandi uomini” del paese.

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