Studio Universal festeggia Lou Reed: in prima tv “Red Shirley”

Studio Universal festeggia Lou Reed: in prima tv "Red Shirley" | Digitale terrestre: Dtti.it

Il Canale festeggia i 70 anni del grande rocker trasmettendo in Prima TV il documentario “Red Shirley”.

Brooklyn, 2 marzo 1942: da una famiglia di origine ebrea nasce Lou Reed, un uomo destinato a diventare uno dei pilastri del rock. Reed sarà il fondatore dei Velvet Underground, gruppo cult del panorama musicale che lo ha lanciato come una delle figure leggendarie del rock’n’roll.

Studio Universal (Premium Gallery sul DTT) festeggia i 70 anni di questa star della musica trasmettendo in Prima TV per l’Italia il suo primo esperimento da regista realizzato in collaborazione con Ralph Gibson nel 2010: “Red Shirley”.

L’appuntamento è per venerdì 2 marzo  alle ore 20.00, all’interno dello spazio “Lost & Found” dedicato ai tesori dimenticati del cinema,  in occasione del suo compleanno.

RED SHIRLEY (2010, durata: 28’)

Quando Lou Reed, il cantante dell’indimenticabile gruppo “Velvet Underground”, si mette dietro una macchina da presa per la prima volta, ha 68 anni.

Il suo primo documentario è la toccante intervista a sua cugina Red Shirley, sarta e stilista, alla vigilia del suo 100° compleanno. Sopravvissuta a due Guerre mondiali, a 19 anni e senza genitori, la giovane polacca arriva prima in Canada e poi in America dove inizia a lavorare come molti immigrati dell’epoca nell’industria tessile della Grande Mela. Nel corso degli anni si impegna nella lotta per i diritti dei lavoratori e partecipa nel 1963 alla marcia di  Washington.

 

LOU REED

Musicista statunitense, nel 1965 è tra i fondatori dei Velvet Underground. Il gruppo diventa presto un’icona nel panorama artistico-musicale non convenzionale del Greenwich Village tanto che verrà in seguito patrocinato dall’artista pop Andy Warhol che farà loro da manager, promotore e finanziatore del primo album: “The Velvet Underground and Nico“ – noto per la banana in copertina, uscito nel 1967 -.

Dopo lo scioglimento del gruppo, Lou Reed prosegue la carriera musicale da solista.

È in questo periodo che fa un incontro fondamentale per la sua carriera: David Bowie. Spinti dalla RCA, etichetta discografica di entrambi, i due decidono di collaborare e nel 1972 vede la luce “Transformer”, album che conquista i vertici di tutte le classifiche lanciando due singoli che diventeranno classici della musica rock, “Walk on the wild side” e “Perfect day”.

Lou Reed è ormai un idolo e un artista ricercatissimo.

Debutta come attore in “Divorzio stile New York” (1980) di R.M. Young. Segue “Flippaut” (1983) di A. Arkush, in cui si esibisce in un’irresistibile parodia di Bob Dylan. Nel 1995 partecipa a “Blue in the Face”, corale celebrazione di Brooklyn diretta da W. Wang e P. Auster. Fra le sue canzoni scelte come colonne sonore, figurano: “Così lontano così vicino!” (1993) di W. Wenders, “Prima che sia notte” (2000) di J. Schnabel e “Strade perdute” (1997) di D. Lynch.

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