Asta su La7 fra De Benedetti e Murdoch

Michele Santoro – negoziatore esperto e rotto a tutti i trucchi del mestiere – ha cercato e trovato una way out dalla Rai per evitare il rischio che una sentenza della Cassazione ne indebolisse la...

Michele Santoro – negoziatore esperto e rotto a tutti i trucchi del mestiere – ha cercato e trovato una way out dalla Rai per evitare il rischio che una sentenza della Cassazione ne indebolisse la posizione negoziale e quindi il valore di mercato. Lorenza Lei può vantarsi di esser riuscita là dove il suo predecessore era fallito miseramente. Ma riuscita a fare che cosa? A chiudere un contenzioso quasi decennale e a recuperare l’autonomia editoriale della Rai, che non può farsi imporre il palinsesto dal giudice, sostiene l’interessata.

Argomentazioni che non bastano a far velo al carattere paradossale dell’operazione. La Rai paga 2.3 milioni di euro (30 mensilità anticipate) per l’esodo agevolato di un conduttore di successo, che altrimenti sarebbe rimasto nel gruppo per altri cinque anni, fino al luglio 2016. Cioè paga per liberarsi a favore della concorrenza di una fabbrica di ascolto e fatturato pubblicitario con pochi eguali oggi, beneficiaria comunque di un significativo valore di mercato. Abbastanza difficile sostenere che si tratta di un’operazione manageriale, condotta nell’esclusivo interesse dell’autonomia editoriale dell’Azienda. Una cosa è certa. Se la Rai fosse stata una società quotata in Borsa, il suo valore in questi giorni sarebbe crollato verticalmente.

Consideriamo ora, invece, l’operazione dal punto di vista de La7, in procinto di concludere con Santoro un contratto che assicurerà all’emittente un bottino di ascolto (cioè almeno una parte del suo pubblico fidelizzato) e di influenza. La7, già in grande spolvero grazie al successo del Tg7 di Enrico Mentana, vero e proprio apripista in questo senso, si avvia a divenire ora un terzo polo televisivo a pieno titolo. Perché di questo si tratta: La7 con Mentana, con Santoro, magari anche con altri, sarà una Tv che conta, che fa opinione, che fa lobbying, e quindi un media davvero interessante per gli interessi di Telecom Italia, e magari anche attraente per qualcun altro.
Un terzo polo basato sui talk show, cioè sulla televisione live, quella vera, con poco intrattenimento leggero al suo interno. La7 porterà via ascolto tutto e solo alla Rai, e in particolare a Rai2 e a Rai3, e non certo a Mediaset, che di talk show ne fa ben pochi.