DTT: le Tv locali chiedono almeno due delle frequenze che verranno assegnate col beauty contest

La legge di stabilità (n. 220 del 13 dicembre 2010) e il decreto omnibus (n. 34 del 31 marzo 2011) hanno profondamente mutato lo scenario della transizione alla tv digitale terrestre per l’emittenza locale. Fino...

La legge di stabilità (n. 220 del 13 dicembre 2010) e il decreto omnibus (n. 34 del 31 marzo 2011) hanno profondamente mutato lo scenario della transizione alla tv digitale terrestre per l’emittenza locale. Fino ad oggi, sottolinea Aeranti-Corallo, le tv locali delle dieci regioni già interamente digitalizzate sono diventate, tutte, operatori di rete, convertendo alla nuova tecnologia di trasmissione tutti gli impianti precedentemente eserciti in tecnica analogica.

Le nuove norme rimettono in discussione tutto ciò, in quanto riducono gli spazi frequenziali per le tv locali, destinando nove frequenze, nell’intero territorio nazionale (canali 61 – 69 Uhf), ai servizi di banda larga mobile.

Ciò significa, spiega l’Associazione, che nelle dieci regioni ancora da digitalizzare (Liguria, Toscana compresa Viterbo, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), il passaggio al digitale avverrà con solo 18 frequenze assegnabili per le tv locali (in molte aree, peraltro, tali frequenze non sono compatibili con le trasmissioni operate nei paese esteri confinanti). Con tale ridotto numero di frequenze (peraltro, in molti casi, qualitativamente inadeguate, in relazione alla compatibilità con gli Stati esteri) non sarà possibile per tutte le tv locali attualmente operanti in tecnica analogica, diventare operatori di rete digitale e pertanto il Governo intende realizzare una selezione sulla base delle previsioni del decreto omnibus.

 

Nelle dieci regioni già interamente digitalizzate (Sardegna, Valle D’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige, Lazio esclusa Viterbo, Campania, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna) le assegnazioni frequenziali sui canali 61 – 69 Uhf non verranno confermate e pertanto le tv locali operanti su tali canali dovranno riallocarsi sulle frequenze residue. A seguito di ciò, anche in tali regioni verrà realizzata una selezione sulle basi dei criteri stabiliti dal decreto legge n. 34/2011. La selezione (sia nelle regioni da digitalizzare, sia nelle regioni digitalizzate) verrà effettuata sulla base di graduatorie.

 

Tale scelta, per Aeranti-Corallo è inaccettabile in quanto tutti gli attuali concessionari analogici dovrebbero essere legittimati a transitare al digitale a parità di condizioni. La storia del settore ha anche insegnato che il meccanismo selettivo delle graduatorie, stante la relativa complessità, comporta tempi particolarmente lunghi e genera contenziosi estremamente ampi.

D’altro canto, gli indennizzi (al netto delle imposte) previsti dalla legge di stabilità (10% del ricavato della vendita dei canali 61 – 69, con un massimo di 240 milioni di euro), sono talmen