FRT riguardo LCN: “E’ l’interesse generale che prevale”

Con l’accoglimento da parte del Consiglio di Stato lo scorso 30 agosto dell’istanza cautelare proposta dall’Agcom e dal Ministero dello sviluppo economico – sostenuta ad adiuvandum dalla FRT che ha raccolto la formale adesione degli...

Con l’accoglimento da parte del Consiglio di Stato lo scorso 30 agosto dell’istanza cautelare proposta dall’Agcom e dal Ministero dello sviluppo economico – sostenuta ad adiuvandum dalla FRT che ha raccolto la formale adesione degli associati, nonostante il periodo estivo – contro la sentenza del TAR Lazio che disponeva l’annullamento della Delibera 366/10/CONS (la numerazione automatica dei canali – LCN) è stato, per il momento, evitato il ritorno al caos patito soprattutto dalle emittenti locali del Piemonte orientale, del Lazio, della Campania, della Sardegna, della Valle d’Aosta e del Trentino Alto Adige all’indomani degli switch-off effettuati nel triennio 2008-2010. Il Consiglio di Stato dovrà giudicare definitivamente nel merito e nulla può essere dato per scontato. Di certo c’è che l’assenza di regole, belle o brutte che siano, è – in qualsiasi campo – il peggiore dei mali immaginabili. Senza regole il danno economico per le aziende è assicurato, come pure i disagi per gli utenti consumatori. Infatti, il Consiglio di Stato, nell’accogliere la sospensiva, ha fatto prevalere l’interesse generale sulle singole posizioni delle (pochissime) emittenti locali ricorrenti. Contribuire al perseguimento dell’interesse generale di sistema è anche uno degli obiettivi istituzionali delle associazioni di categoria. La norma perfetta che accontenta tutti non esiste. Non vi è dubbio che il regolamento sull’ordinamento automatico dei canali presenti aspetti non pienamente condivisibili. Per arrivare alla Delibera dell’Agcom sull’Lcn ci sono voluti anni di riunioni, di tavoli tecnici e di discussioni accese sfociate in diverse proposte pervenute dai vari soggetti partecipanti alle audizioni delle quali l’Agcom ha comunque tenuto conto, basti leggere la delibera 366. La FRT, oltre ad avere proposto, a partire dal 2005, varie soluzioni, aveva altresì auspicato che le abitudini degli ascoltatori fossero misurate utilizzando i dati della ricerca di base Auditel – Agb sulla pre-sintonizzazione. Purtroppo gli ultimi dati disponibili risalivano al 2005 e quindi – a giudizio dell’Agcom – non utilizzabili. Inoltre è stato anche eccepito che i dati Auditel, oltre ad essere elaborati da un istituto privato su espresso mandato di emittenti televisive socie (direttamente o attraverso le associazioni sindacali) non erano rappresentativi di tutte le emittenti locali molte delle quali non hanno mai