“The Voice”: nuovo talent show, possibile arrivo in Italia da Ottobre

Il fantasma (molto concreto) di un format si aggira per l’Italia: è The Voice of, la nuova creatura di John De Mol, l’olandese che ha inventato, fra l’altro, il Grande Fratello, acquistata dalla Toro e...

Il fantasma (molto concreto) di un format si aggira per l’Italia: è The Voice of, la nuova creatura di John De Mol, l’olandese che ha inventato, fra l’altro, il Grande Fratello, acquistata dalla Toro e attualmente sul tavolo di tutti i broadcaster italiani. L’ennesimo talent per aspiranti popstar destinate magari a durare lo spazio di un mattino? Non proprio: e non solo perché ha già sbancato sulla olandese Rtl4, risultando lo show più visto di sempre e facendo triplicare gli ascolti della rete, e ha esordito col botto anche in America, sulla Nbc, con quasi 12 milioni di spettatori (meglio di Glee e Ballando con le stelle), ma perché si tratta di un ‘talent etico’. L’espressione è di Agostino Saccà, già direttore generale della Rai nonché capo di Rai Fiction, che in quanto a definizioni e slogan creativi è una specie di Mourinho della tv e che è consulente editoriale per il lancio italiano di The Voice.

‘Niente egoismo, niente apparenza e look, niente conflittualita’ e aggressività tra concorrenti – spiega Saccà – ma solo il puro talento e la bellezza della vocé. Cosa garantisce questa democrazia del risultato? Lo stesso ingrediente che ha tenuto milioni di spettatori incollati al teleschermo: il meccanismo del gioco che permette una valutazione, la più oggettiva possibile, delle doti canore dei concorrenti”. Nella prima fase, quelle delle selezioni, cui possono partecipare migliaia di aspiranti cantanti, a decidere la scrematura è un software: uno strumento di selezione online che misura il tono e la tipologia della voce assegnando due voti; se la media è pari o superiore a 7 si accede alle audizioni ‘al buio’. E’ la parte forse più innovativa dello show: i cantanti si esibiscono e i quattro giudici-insegnanti, star di indiscussa fama (in Usa fra gli altri c’é Christina Aguilera), sono seduti di spalle e quando sentono una voce che li convince e li ammalia, premono il pulsante per assicurarsi la futura star. Solo lo spettatore, secondo una regola di suspence che ha fatto la fortuna dei film di Hitchcock, sa tutto e vede tutto. In seguito i cantanti, accompagnati e istruiti dai loro mentori, si sfideranno dal vivo fino alla finale che arriva dopo 17 puntate nelle quali i giovani talenti si esibiscono anche in duetti con i ‘colleghi’ più famosi. Chi si accaparrerà The Voice? Il candidato naturale sembra essere Rai2, che ha perso X-Factor ma che secondo qualcuno sarebbe vicina a riproporre Operazione Trionfo, che fu già un fallimento su Italia 1, nonostante Miguel Bosé. “L’inizio dell’avventura di The voice – spiega Marco Tombolini della