Domani in esclusiva su Cielo speciale sul caso Pistorius, intervista ai genitori di Reeva

pistorius

Si riaccendono i riflettori sul caso del campione paraolimpico sudafricano di atletica Oscar Pistorius, che questa mattina si è presentato in tribunale per rispondere all’accusa di omicidio premeditato della fidanzata Reeva Steenkamp. A poche ore dal rinvio dell’udienza, chiesto dall’accusa per completare le indagini di questo difficile caso, Cielo (DTT canale 26, Sky canale 126 e TivùSat canale 19) ripercorre questa tragica vicenda con “Pistorius, perché l’hai uccisa?”, in onda domani mercoledì 5 giugno alle 22.00.

Al centro dello speciale, l’intervista esclusiva rilasciata dai genitori di Reeva al canale inglese Channel 5e trasmessa in esclusiva assoluta per l’Italia da Cielo. A distanza di 3 mesi dall’accaduto, Barry e June Steenkamp raccontano la loro verità su quella drammatica notte di San Valentino nell’appartamento di Pistorius a Pretoria, costata la vita alla loro figlia Reeva.

Sono proprio i genitori della modella sudafricana a raccontare il lato oscuro di Pistorius, dipinto come un uomo violento e soggetto a frequenti attacchi d’ira improvvisi e ingiustificati. Dal loro racconto emerge uno scenario che capovolge completamente la vita da sogno della golden couple sudafricana – così erano soprannominati Oscar e Reeva – e che mette l’accento sui continui litigi della coppia e su alcuni comportamenti discutibili dell’atleta, sin dall’inizio della loro relazione.
Nel documentario, inoltre, i genitori di Reeva mostrano il quadro che la figlia dipinse a 14 anni e che, alla luce dei fatti, sembra un tragico presagio della sua fine: nella tela, infatti, sono raffigurati un uomo che impugna una pistola, una donna pietrificata dalla paura con le ali da angelo e una scala che sale verso il Paradiso.

Una vicenda che, ad oggi, è ancora lontana da una conclusione definitiva e sulla quale aleggia anche il sospetto di gravi imprecisioni commesse dalla scientifica sul luogo del crimine. Errori che potrebbero rendere ancora più difficile il lavoro dell’accusa.

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