“Vertice domani, mercoledì 30 marzo, a Roma, presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, sulla delocalizzazione delle antenne di San Silvestro. All’incontro, convocato con il Capo della Segreteria del Ministro, l’avvocato Selli, prenderanno parte anche gli assessori all’Ambiente Isabella Del Trecco e al Patrimonio Eugenio Seccia, il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, ma soprattutto un rappresentante del Comitato cittadino anti-antenne. Obiettivo dell’incontro, sollecitato dal Comune di Pescara, è quello di verificare lo stato di attuazione del progetto di spostamento degli impianti radiotelevisi sulla piattaforma off-shore, partendo dallo studio redatto dalla Facoltà di ingegneria dell’Università de L’Aquila, per fare anche alcune puntualizzazioni circa le problematiche sollevate lo scorso febbraio dall’ingegner Francesco Troisi Direttore generale per la Pianificazione e Gestione dello Spettro Radioelettrico del Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico”. Lo ha annunciato il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia ufficializzando il vertice di domani.

“Dopo aver seguito per anni la vicenda delle antenne di San Silvestro – ha ripercorso brevemente il sindaco Albore Mascia -, lo scorso luglio, raccogliendo le giuste sollecitazioni dei residenti, abbiamo riaperto il ‘caso’ imprimendogli l’opportuna urgenza e accelerazione. Ci siamo rivolti direttamente all’Ingegner Francesco Troisi, chiedendogli un incontro per esporgli l’idea progettuale elaborata, anticipata e poi illustrata dalla Regione Abruzzo nel corso di una seduta aperta del Consiglio comunale, e relativa alla delocalizzazione delle antenne in mare, su una piattaforma off shore tra le tante già esistenti dinanzi alla nostra costa. Un progetto che sicuramente avrà i suoi costi, ma che è oggi supportato da un vero studio di fattibilità elaborato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università de L’Aquila che non tiene semplicemente conto della realizzazione del traliccio, ma ha condotto anche uno studio sul posizionamento delle frequenze, sulle possibili interferenze radioelettriche, tenendo conto anche degli impianti situati sull’altra sponda dell’Adriatico, e su tutti i dettagli dell’intervento. E il 13 settembre 2010 la Regione Abruzzo ha adottato con una delibera formale quel progetto di delocalizzazione su ‘sito idoneo’ come riportato nell’atto, specificando che ‘detto sito individuato ai sensi dell’articolo 28 comma 7 del Decreto legislativo 177/2005 (quello che demanda alle Regioni la competenza nell’individuazione dei siti) permette di garantire la qualità del servizio di ripetizione del segnale nelle aree geografiche tuttora servite e nel contempo la risoluzione dei possibili rischi per la salute della popolazione residente, derivanti dalla continua esposizione alle onde elettromagnetiche’. L’incontro a Roma con l’ingegner Troisi si è svolto il 17 settembre e in quella sede è stato recepito lo studio per poi invitarci a ripresentarlo in modo formale e istituzionale coinvolgendo l’AgCom, l’Autorità per le Comunicazioni, per avviare l’iter della pratica. A quel punto, dopo aver atteso la comunicazione ufficiale circa l’esecutività della delibera, trasmessa il 5 ottobre, il 28 ottobre ho di nuovo scritto al Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, riassumendo il frutto dell’incontro con l’ingegner Troisi, sottolineando che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni aveva approvato, a giugno 2010, il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per il digitale terrestre, demandandone la pianificazione agli appositi ‘tavoli tecnici’ regionali. E in quella lettera ho sollecitato l’istituzione del Tavolo tecnico con i rappresentanti dell’Autorità, sede idonea per l’inserimento, all’interno del Piano di assegnazione delle frequenze, del nuovo sito individuato dalla Regione Abruzzo e condiviso dal Comune e dal Comitato dei cittadini. La Regione Abruzzo si è attivata – ha ancora ricordato il sindaco Albore Mascia – e il 29 novembre ha inviato al Ministero dello Sviluppo Economico una lettera in cui ha richiesto formalmente allo stesso Dicastero ‘di avviare le procedure per inserire nel Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze il sito individuato dalla Regione Abruzzo di cui allo studio di fattibilità per la delocalizzazione dei siti di broadcasting congestionati’, lettera firmata dal Direttore regionale Antonio Sorgi, con il quale siamo in contatto quotidiano, e dalla Dirigente del Servizio, la dottoressa Iris Flacco. E sappiamo che il Presidente Chiodi, ha già chiesto l’istituzione del  ‘Tavolo tecnico’ con il Ministero”. Nel frattempo, lo scorso 9 febbraio, la Commissione consiliare Sanità ha ufficializzato una lettera dell’ingegner Troisi, relativa al progetto di delocalizzazione: “In sostanza, la Commissione ha chiesto al Ministero un primo parere sul progetto di delocalizzazione e l’ingegner Troisi, che non ha assolutamente bocciato alcun progetto – ha precisato il sindaco Albore Mascia -, ha semplicemente e opportunamente espresso, da tecnico, delle valutazioni tecniche, peraltro già emerse nel corso del nostro incontro di settembre scorso, sottolineando delle ‘difficoltà’ che già abbiamo affrontato e che sono, secondo i tecnici dell’Università de L’Aquila, perfettamente superabili. Non solo: in conclusione della lettera, l’ingegner Troisi ha anche indicato quali sono, a giudizio del Dicastero, le implicazioni tecniche legate alla scelta delle piattaforma in cui spostare le antenne. In sostanza Troisi ha messo in luce il ‘disagio per l’utenza di dover variare l’orientamento delle antenne televisive’: utenza stimata intorno al 20 per cento della popolazione di Pescara, concentrata nella zona dei Colli, che dovrebbe spendere una cifra onestamente irrisoria semplicemente per girare le antenne domestiche. Troisi ha suggerito di evitare ‘una doppia variazione dell’orientamento considerando che entro il 2011 anche l’Abruzzo avrà lo switch off, ossia il passaggio al digitale terrestre’ che tra l’altro la nostra amministrazione comunale ha chiesto di anticipare al Ministero. Troisi ha poi sottolineato l’aumento dei costi di manutenzione degli impianti da parte dei gestori privati per la collocazione off-shore, e infine anche le difficoltà dell’Ispettorato a effettuare le verifiche sugli impianti dovendo raggiungere la piattaforma. Ma onestamente, non mi sembrano ostacoli insuperabili o realmente ostativi dal punto di vista tecnico per portare avanti l’ipotesi della piattaforma. E Troisi comunque non ha bocciato il progetto, non ha mai detto che non ‘si può fare’, che è irrealizzabile, anzi, sostiene che ‘ritiene più praticabile la delocalizzazione dei soli impianti radio FM e Rai OM sulla piattaforma off-shore, che tra l’altro sono quelli che contribuiscono con una quota maggiore rispetto a quelli televisivi all’inquinamento elettromagnetico’. Tradotto: la delocalizzazione è fattibile. In conclusione, il Ministero ha sostenuto anche che nella scelta delle piattaforma ‘risulta una sostanziale equivalenza, con leggere diminuzioni delle aree servite, per la simulazione svolta con gli impianti posti sulla piattaforma Simonetta 1 rispetto alla piattaforma Francavilla (posta più a sud) che invece risulta ottimale ai fini della copertura per gli impianti Tv, presentando però delle diminuzioni della popolazione servita, in alcuni casi più del 25 per cento che, ripeto, per ovviare al problema, dovrebbero solo riorientare le antenne di casa. Ovviamente dal parere non emergono giudizi circa la realizzazione del traliccio che dovrà ospitare le antenne, uno studio che però ha già condotto l’Università de L’Aquila. La lettura integrale della lettera è dunque chiara: il Ministero non ha bocciato alcun progetto di delocalizzazione che resta in piedi e soprattutto resta valido, tanto per il Comune di Pescara quanto per la Regione Abruzzo così come per il Comitato dei cittadini. A questo punto giorni fa ho sollecitato un incontro presso il Ministero per lo Sviluppo economico per fare un punto circa il processo di delocalizzazione, incontro convocato per domani e al quale prenderà parte anche un rappresentante del Comitato cittadino anti-antenne, un incontro che vuol essere un ulteriore passo avanti nel processo di spostamento degli impianti”.

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