Con Rai, Mediaset e Telecom Italia Media fuori dai giochi per eccesso di capacità (chi ha più di due multiplex non può concorrere), all’asta per l’assegnazione delle frequenze tv, che parte sulle ceneri dell’ex beauty contest voluto dal governo, potranno partecipare tutti gli altri broadcaster attivi in Italia o interessati a entrare in un mercato che rappresenta pur sempre un bacino d’utenza di più di 22 milioni di telespettatori e un giro d’affari a livello pubblicitario di 3,5 miliardi.

La gara per l’acquisto dei tre lotti di frequenze, scrive MF, è scattata il 12 febbraio con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando. I potenziali pretendenti hanno 60 giorni di tempo utile per fare le proprie offerte: la deadline è fissata per l’11 aprile. La base d’asta è di 90,75 milioni, il che equivale ad assegnare a ogni singolo multiplex un valore di 30 milioni. Cifra alla portata di molti soggetti, industriali e finanziari. Tra i più interessati a studiare il dossier c’è il colosso Usa Discovery Channel, oramai il quarto operatore nazionale con uno share superiore al 5% e una solida raccolta vicina a quella di un big del calibro di Urbano Cairo. Discovery, in Italia, possiede 12 canali tra piattaforma digitale free e satellitare a pagamento, tra cui spiccano Real Time e DMax, su cui è stato lanciato il 6 Nazioni di rugby.

Discovery-Networks

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