Il progetto Premium, fortemente voluto da Pier Silvio Berlusconi, non si e’ ancora trasformato in business vincente.
Lo dimostra il fatto che, come si legge in un articolo di Milano Finanza, Mediaset ha dovuto rinviare di almeno un anno il raggiungimento del break even operativo.Il motivo e’ presto detto: nonostante il picco dei 4,2 milioni di tessere attive (di queste 1,9 milioni sono abbonamenti Easy Pay, i piu’ remunerativi), l’offerta digitale a pagamento dei canali Premium stenta. E, soprattutto, raccoglie solo in parte il consenso degli investitori pubblicitari.

Lo dimostrano i numeri della concessionaria Digitalia: nei primi quattro mesi di quest’anno, secondo alcune stime di mercato la societa’ ha incassato circa 38 milioni. Nulla se confrontato con gli oltre 990 milioni garantiti alla casamadre Publitalia’80 dagli spot trasmessi sui canali generalisti. C’e’ poi da sottolineare il fatto che la cifra incamerata da Digitalia corrisponde a oltre 4 milioni di secondi di inserzioni pubblicitarie andate in onda sul bouquet di Premium. Il che si traduce in un guadagno medio per secondo di 9,42 euro. Ben poco rispetto a quanto garantito dalle emittenti ammiraglie. Gli oltre 6,7 milioni di secondi-spazio trasmessi su Canale5, Italia1 e Rete4 hanno registrato un profitto medio di 147 euro.

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