Antenne di San Silvestro da spostare: a Roma incontro ok, ma senza fatti

PESCARA. Sospensione immediata dello sciopero della fame in segno di apprezzamento per le conclusioni a cui è giunto l’incontro romano sulle antenne di San Silvestro da spostare a mare. «In altre parole – sostiene il...

PESCARA. Sospensione immediata dello sciopero della fame in segno di apprezzamento per le conclusioni a cui è giunto l’incontro romano sulle antenne di San Silvestro da spostare a mare. «In altre parole – sostiene il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia – è partita ufficialmente la fase di exit strategy per lo spostamento degli impianti radiotelevisivi dal colle». Ma San Silvestro resta vigile e se non ci sarà certezza di soluzioni in arrivo per allontanare il pericolo delle onde elettromagnetiche, scatterà lo sciopero della sete. Il 7 giugno intanto ci sarà un altro incontro tecnico al Ministero e prima del 15 giugno ci sarà un incontro istituzionale presso l’Authority per chiedere l’esclusione definitiva di San Silvestro dal Piano di assegnazione delle frequenze.

Queste le conclusioni della riunione romana al Ministero, con la presenza di alcuni rappresentanti del Comitato anti antenne (Mariano D’Andrea ed Enio Salle) e del sindaco Luigi Albore Mascia accompagnato dagli assessori Isabella Del Trecco ed Eugenio Seccia e dal capo di gabinetto Marco Molisani.

C’erano pure il consigliere regionale Alessandra Petri, il direttore regionale Antonio Sorgi ed il rappresentante della Fondazione Ugo Bordone. Per il Ministero c’erano il direttore Francesco Troisi e l’avvocato Selli, capo di gabinetto del ministro Romani. L’accordo raggiunto prevede, come detto, la sospensione dello sciopero e l’affidamento all’ingegner Fabio Graziosi, dell’Università dell’Aquila, dello studio ulteriore degli aspetti legati alla piattaforma a mare individuata per la localizzazione delle antenne di San Silvestro. Come noto questo tecnico ha già studiato la problematica e ne approfondirà i problemi, soprattutto in ordine alla qualità del segnale a terra e sulle possibili interferenze radioelettriche, tenendo conto anche degli impianti situati sull’altra sponda dell’Adriatico. A lui saranno affiancati altri tecnici del Ministero e della Fondazione Bordone. L’impressione del Comitato anti antenne è che qualcosa si stia muovendo, ma non è chiaro perché le antenne non si spostano, pur avendo il presidente Chiodi dichia