Intanto B. divora le frequenze

La scena risale a pochi giorni fa. Cornice internazionale: Bruxelles. Protagonisti il presidente dell’associazione Altroconsumo, Paolo Martinello, e un giornalista inglese che lo sta intervistando. Il cronista vuole risposte sul sistema televisivo italiano, e in...

La scena risale a pochi giorni fa. Cornice internazionale: Bruxelles. Protagonisti il presidente dell’associazione Altroconsumo, Paolo Martinello, e un giornalista inglese che lo sta intervistando. Il cronista vuole risposte sul sistema televisivo italiano, e in particolare sul passaggio in corso dall’universo analogico a quello digitale. Martinello, quindi, inizia il suo ragionamento.

Mettendo le cose in chiaro: “In Italia”, dice, “è essenziale che Sky partecipi alla gara per le frequenze del digitale terrestre”. Di più: “Rupert Murdoch”, spiega, “è un garante del pluralismo, un tassello imprescindibile nell’evoluzione democratica dei nostri media”. Al che il giornalista sgrana gli occhi. Smette di prendere appunti, e dopo un flash di stupore chiede: “Murdoch? Il magnate australiano? Puntate sullo Squalo, per salvare il vostro pluralismo?”. “Io stesso”, confida Martinello, “coglievo il paradosso delle mie parole. Ma non cambio idea: anche uno schiacciasassi alla Murdoch, da noi, è il benvenuto. Comunque sia, può limitare lo strapotere di Rai e Mediaset. E già questo è un successo, parlando di digitale…”.

Quanto sia calda la partita, d’altronde, lo confermano i numeri. Nell’ultimo mese, mostrano le tabelle dello studio Frasi, su 24 milioni 641 mila famiglie italiane, 20 milioni 392 mila posseggono un decoder per il digitale, contro i 14 milioni 79 mila che ne utilizzavano uno a marzo 2010.

Tradotto in percentuale: più 44,8 per cento. “A febbraio”, spiegano gli analisti, “il consumo televisivo è passato dal digitale terrestre nel 61,5 per cento dei casi, mentre la presenza analogica è calata al 21,8 (in ottobre era 37,1) e il satellitare ha raggiunto quota 16,3. “Tutto va per il meglio”, garantisce Andrea Ambrogetti, da un lato direttore Relazioni istituzionali Italia di Mediaset, dall’altro presidente di Dgtvi, l’associazione nazionale per lo sviluppo del digitale terrestre (a cui partecipano, tra gli altri, la stessa Mediaset, Rai, Telecom Italia Media e la Dfree di Tarak Ben Ammar, socio altrove di Silvio Berlusconi). “Nel rispetto delle indicazioni europee”, sottolinea Ambrogetti, “sono già state digitalizzate dieci regioni (vedi box qui sotto), e le altre lo saranno entro il primo semestre del 2012”. Un grazie, dunque, lo riserva all’Agcom, “l’Autorità garante delle telecomunicazioni che ha lavorato con scrupolo”, e un altro “al ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani, che