Sky: UGL “A rischio 600 lavoratori, pensiamo a sciopero finale Champions”

“Siamo estremamente preoccupati per le ricadute occupazionali nel settore delle telecomunicazioni, a fronte di quelle che sembrano essere delle vere e proprie linee strategiche di mercato di Sky Italia tese, sembra, a favorire la delocalizzazione...

“Siamo estremamente preoccupati per le ricadute occupazionali nel settore delle telecomunicazioni, a fronte di quelle che sembrano essere delle vere e proprie linee strategiche di mercato di Sky Italia tese, sembra, a favorire la delocalizzazione dei volumi di traffico verso l’Albania, a discapito dei lavoratori dei call center in Italia”. E’ quanto affermano in una nota congiunta Fabrizio Tosini e Stefano Conti, rispettivamente vicesegretario nazionale e segretario nazionale di Ugl Telecomunicazioni. “Il fermo lavorativo di circa un paio di settimane imposto da Sky alla sola Almaviva Contact – prosegue la nota congiunta – coinvolge circa 600 operatori; se cio’, come sembra, venisse esteso anche a tutti gli altri outsourcing italiani (tra i quali ricordiamo Teleperformance In & Out che ha appena avviato la procedura di licenziamento collettivo per 1464 lavoratori), ma non dovesse riguardare la sede albanese di Durazzo di Teleperformance, ci troveremmo di fronte ad un’operazione senza precedenti di vero e proprio smantellamento dell’occupazione del settore in Italia, a vantaggio della delocalizzazione – aggiungono i due sindacalisti -. Un’azienda come Sky deve continuare a puntare sui servizi innovativi e soprattutto sulla qualita’ del servizio offerto e questo non puo’ prescindere dal mantenere in Italia il traffico telefonico dei clienti, anche in un’ottica di maggiore tutela e riservatezza della loro privacy e dei dati sensibili”.

“Inoltre – precisano Tosini e Conti – la crescita del numero degli abbonati unitamente al fatturato nell’ultimo trimestre, non giustificano