INSORGONO, su gran parte del territorio arcolano, le famiglie che non ricevono o ricevono parzialmente il segnale Rai. Per cui le reti di Stato con un’antenna tradizionale non sono percettibili. Soprattutto la popolazione anziana, le coppie di pensionati i cui televisori non sono provvisti di parabola e relativo decoder, sono gli utenti più disagiati.

I tecnici, più volte consultati, imputano l’inconveniente alla potenziale schermatura del territorio circondato da alture che impediscono la ricezione del segnale sia del Parodi che del Serra.

Ma c’è di più le prospettive in vista dell’attivazione del “digitale terrestre” non sono assolutamente rosee in quanto il nuovo sistema si vede solo con le antenne tradizionali. Per cui la situazione, a detta dei tecnici Tv, si complica maggiormente. La gente non ne può più. E’ penalizzato anche chi volendo capire le finalità dei prossimi referendum non riescono a farlo. Gli ultimi arcolani, in ordine di tempo a denunciare una situazione diventata insostenibile sono gli abitanti di mezzo paese della Serra e di Trebiano.

Situazione, per loro, disagiata per la mancata ricezione del segnale televisivo terrestre sulla loro zona al confine con Lerici. A Cerri è vera e propria emergenza. In quanto le vecchie antenne televisive poste ancora sui tetti di molte case, paiono non ricevere più i segnali dai ripetitori installati ormai da anni e spesso privi di adeguata manutenzione. “Si dirà che ormai siamo nell’era del satellite e delle nuove tecnologie – spiegano alcune famiglie di anziani che ci hanno contattato – ma in molti utilizziamo ancora il vecchio sistema, e da contribuenti che pagano il canone televisivo lamentiano il disservizio. E ci chiediamo se è giusto continuare a pagare il canone Rai quando non ci fornisce il servizio pagato”.

Non è peraltro una cosa nuova: al Ponte di Arcola, ad esempio, già l’anno scorso diversi cittadini avevano denunciato lo stesso problema, seppur limitato ad alcuni canali, in particolare RAI 3 Liguria. Sulla questione era intervenuto senza successo il sindacato SPI-Cgil, il sindaco Livio Giorgi e diversi esponenti politici. Tra cui Massimiliano Notarangelo che a suo tempo aveva invitato il sindaco “a cercare alleanze con altre comunità che vivono questo stesso problema, in modo che la nostra voce si possa amplificare. Non è possibile che ad aspettare siano sempre i cittadini, quello della tv di Stato è un servizio pubblico regolamentato, verifichiamo dunque se le regole si stanno rispettando e se gli utenti sono danneggiati”.

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